in "Africa e Mediterraneo"

"Ars&Urbis" a cura di Iolanda Pensa, Dossier di "Africa e Mediterraneo"

Inserito da iopensa il Dom, 2005-05-01 11:56
"Ars&Urbis" a cura di Iolanda Pensa, Dossier di "Africa e Mediterraneo"

“Ars&Urbis”, a cura di Iolanda Pensa, Dossier di “Africa e Mediterraneo”, n. 50, Maggio 2005.
Sommario del numero sul sito di “Africa e Mediterraneo”.

Report finale - Africa

Inserito da iopensa il Mer, 2004-10-27 00:00

La ricerca sulle rappresentazioni giovanili nei prodotti mediatici destinati ai giovani o prodotti dai giovani in Africa ha prodotto otto casi studio.

1. “Big Brother Africa” (reality show e prodotto multimediale), Africa australe anglofona. Rappresentazioni: i giovani tra realtà e fiction. Temi chiave: i reality show, vita privata e vita pubblica, la comunicazione multimediale, l’influsso della pubblicità. Analisi del caso studio Big Brother Africa.
2. “La Lumière” (giornalino scolastico), Ruanda, autoproduzione giovanile. Rappresentazioni: l’autocensura. Temi chiave: il rapporto tra i media e il loro contesto, il sistema scolastico, l’accesso a Internet, la guerra in Ruanda. Analisi del caso studio La Lumière. Analisi del caso studio La Lumière.
3. “Popoli” (rivista satirica bisettimanale a fumetti e vignette), Camerun. Rappresentazioni: l’impegno politico e la caricatura. Temi chiave: la censura e i diritti umani negati e il linguaggio del fumetto. Analisi del caso studio Popoli.
4. “Trendsetters” (rivista online e cartacea), Zambia, autoproduzione giovanile. Rappresentazioni: i giovani e il loro approccio ai temi della salute e della sessualità. Temi chiave: educazione alla salute e alla sessualità, le malattie in Africa, le fonti attendibili e non. Analisi del caso studio Trendsetters.
5. “Going Places” (pubblicità/arte pubblica/opera online), Egitto, autoproduzione giovanile. Rappresentazioni: l’impegno verso l’ambiente e la creatività. Temi chiave: il linguaggio dell’arte e i metodi di comunicazione sperimentale. Analisi del caso studio Going Places. Analisi del caso studio Going Places.
6. “Banc Jaxxle” (cortometraggio), Senegal, autoproduzione giovanile. Rappresentazioni: i sogni e le speranze dei giovani. Temi chiave: l’emigrazione in Africa, gli strumenti della comunicazione giovanile (musica, abbigliamento, slang). Analisi del caso studio Banc Jaxxle.
7. “Planète Jeunes” (rivista), Africa occidentale francofona. Rappresentazioni: gli stereotipi, il rapporto “noi” e “gli altri”. Temi chiave: l’influsso dei progetti di sviluppo in Africa. Analisi del caso studio Planète Jeunes.
8. “Cosmopolitan” & “True Love” (riviste), Sudafrica (caso studio a cura di Deidre Donnelly, Università del Natal). Rappresentazioni: l’immaginario femminile, il pubblico e il suo rapporto con i prodotti mediatici. Temi chiave: confronto tra prodotti mediatici, l’uso dei focus group, il contesto sudafricano. Analisi del caso studio Cosmopolitan & True Love.

Dak’Art e la promozione dell’arte contemporanea africana

Inserito da iopensa il Dom, 2004-08-01 11:49

Testo pubblicato su “Africa e Mediterraneo” all’interno del dossier Le industrie culturali in Africa, n. 1-2/04 (47-47), agosto 2004.

La Biennale di Dakar ha sei edizioni alle spalle, quattordici anni di storia, una nascita ben ancorata al passato culturale senegalese ed un’unica e ossessiva vocazione: promuovere l’arte contemporanea africana.

Articolo. Il Senegal al Computer

Inserito da iopensa il Dom, 2002-12-01 12:00

Licenza Creative Commons
Il Senegal al Computer by Iolanda Pensa is licensed under a Creative Commons Attribution-ShareAlike 3.0 Unported License.

Versione originale di Il Senegal al computer in “Africa e Mediterraneo”, n. 41, dicembre 2002, pp. 43-45.

Cybercafé, centri di informatica e progetti multimediali: le nuove tecnologie sguazzano in Senegal, sostenute dalla moda, dalla curiosità dei più giovani e dal bisogno di scoprire cosa succede nel mondo, informarsi ed aggiornandosi.
Se fino a qualche anno fa i computer erano un oggetto di lusso da mostrare in ufficio, magari spenti e mai utilizzati, ora a quasi ogni incrocio di Dakar le connessioni Internet sono punti di incontro, accessibili nel prezzo e terribilmente attraenti. Lo sviluppo dei cybercafé è significativo proprio perché è uscito dal centro turistico e burocratico della città, invadendo fino alla periferia la vita di studenti e diplomanti (come nel caso dell’Espace Guissané). Grazie all’iniziativa dei più intraprendenti, le nuove tecnologie si adattano così al contesto locale: i centri più aggiornati riflettono sulla scelta dei sistemi operativi più funzionali (come nel caso di Ynternet.org), l’informatica diventa un business nel quale investire per combattere la disoccupazione (grazie ai finanziamenti del Ministero della Gioventù e di organizzazioni internazionali) e i computer non sono più soltanto segno di potere, ma utile strumento per accedere alle informazioni e al mondo.

Anche l’arte si è avvicinata con interesse alle nuove tecnologie. Nel 1996 la stilista Oumou Sy ha creato Metissacana, uno dei primi cybercafé del centro della città; la Biennale di Dakar ha investito quest’anno in un suo sito (http://www.biennalededakar.sn/) ed il centro culturale multimediale Kheur Thiossane diventerà nel 2003 uno spazio informatico e multidisciplinare aperto a tutti i giovani artisti.

Articolo. Dak’Art 2002 – 10 anni di esperienza

Inserito da iopensa il Dom, 2002-09-01 12:00

Versione originale di Dak’Art 2002 – 10 anni di esperienza in “Africa e Mediterraneo”, n. 1-2/02 (39-40), settembre 2002, pp. 86-88.