In a Furnishes Flat in Cairo

Inserito da iopensa il Sab, 2004-02-07 02:31

sarahrifky-600.JPG

Dagli inviati speciali Catherine de Senarclens e Jean de Senarclens.
Testo di Catherine de Senarclens.

After searching for the right flat for a while, amidst dark corridors and lots of doors with rare numbers in Arabic, we knocked at a door at random and, luckily enough, lovely Hala Elkoussy showed us into apparently very common middle-class lodgings. She explained it took her six weeks and a dozen visits to find the setting she wanted to host the seven artists’ exhibition.

Nella foto la cucina in bianco di Sarah Rifky.


La mostra gioca sul fatto che un appartamento ammobiliato è sempre anonimo, mentre i 7 artisti si sono “appropriato” dello spazio al quale hanno conferito connotazioni diverse.

Gli artisti

Hala ElKoussy

halaelkoussy-600.JPG

Nell’ingresso e ovunque, foto di famiglia. “la sua?” chiediamo all’artista Hala Elkoussy. Nient’affatto: “Sono tutte foto di attori professionisti fatte nell’appartamento stesso, che rappresentano le norme sociali, gli stereotip: immagini scattate in momenti solenni come matrimoni, primo bébé, il ritorno dalla Mecca, ecc. La scelta è stata fatta come avviene nelle famiglie: “cosa esponiamo della nostra vita?” “E’ riuscito; lo dimostra il fatto che al vernissage tutti passavano davanti come fossero parte del mobilio, senza fermarsi”.


Inas M. Alsediq

bagno-600.JPG

Il bagno è l’unica stanza angosciante: Inas M. Alsediq ha intrapreso una “cultura” (o coltivazione) di bestioline nel bidet, nel lavabo, in contenitori trasparenti attaccati alla tenda della doccia, ovunque. Un contrasto forte con la cucina sterile… Per terra un liquido giallo a chiazze che sembra pipì e che uno degli inservienti del cocktail del vernissage del giorno prima ha creduto bene di iniziare a ripulire…


Françoise Bridel, Pascale Favre e Michael Gruenzburger

camera-letto-600.JPG

pascale-600.JPG

La camera a tre letti ha subìto interventi di 4 artisti: – Françoise Bridel ha aggiunto ad un cuscino che portava la scritta “Good night” un cuscino con lo stesso augurio in arabo. – Pascale Favre, di Ginevra, ha disegnato a matita alle pareti delle immagini di case dove ha vissuto combinandone l’arredamento ed una specie di poesia con pensieri vari – Michael Gruenzburger ha disegnato sul comodino una tovaglietta “virtuale” con pittura bianca – Forse il 4º artista era Hala con qualche foto… non ricordo


Sarah Rifky

cucina-600.JPG

The kitchen has been painted all white by Sarah Rifky (I suppose): floor, ceiling, walls and appliances, parzialmente anche coperte di tessuto bianco, si fondono in un biancore abbagliante. Si tratta di una cucina sterile, dice, sprovvista di qualsiasi funzionalità. Creata da una giovane artista egiziana, al suo primo progetto dopo l’università.


Maha Maamoun

mahamaamoun-600.JPG

camera-matrimoniale-600.JPG

Nella prima camera da letto, Maha Maamoun ha attaccato alle pareti, talora perfino sul soffitto, delle colonne di adesivi con scritte arabe: preghiere, ammonimenti religiosi che la gente compera al bazar come fossero figurine di calciatori: una nuova mania del consumismo, una dimostrazione dell’insicurezza che porta la gente ad accumulare messaggi perentori. Un discorso pedagogico forse, con effetto estetico. “Credo in Dio” oppure “Oh quando ti pentirai?” “Dio, proteggimi dall’inferno”
Al vernissage non sono state servite bevande alcoliche per essere in sintonia con questa camera.


Michael Gruenzburger

michael-600.JPG

salotto-600.JPG

Angolo salotto: l’artista Michael Gruenzburger gioca sempre con divertimento e leggerezza con il quotidiano: aggiunge sovrimpressioni (in tre arabeschi dell’orologio inserisce alcuni numeri 17 31 59 che sembrano parte della decorazione – sul pavimento altri arabeschi dipinti di bianco – sui mobili alcuni tratti verticali e orizzontali forse rapresentano il Cairo…) Al muro ha fissato con adesivo un papiro decorato per prendere in giro l’abitudine borghese di abbellire le case con quadri. Sulla televisione qualche tratto sempre di bianco. “La televisione, dice Hala, resterà sempre accesa altrimenti perde senso il disegno fatto quendo era accesa”. Si confonde il vero con il finto, il finto con il vero (dilemma pirandelliano o shakespeariano “all the world’s a stage”))

finestra-600.JPG

Sulla terrazza chiusa con parete di vetro, lo stesso artista Michael Gruenzburger ha riportato con un tratto nero la “sihouette” (il contorno) della città come appariva al suo occhio. Per me che sono più piccola, la città veniva ripresa nel cielo, in mezzo alle nuvole.


In a Furnishes Flat in Cairo

In a Furnishes Flat in Cairo, Il Cairo, 5-25 febbraio 2004. Progetto a cura di Hala ElKoussy e con il supporto di Pro Helvetia. Esposizione visitata da Catherine de Senarclens il 6 febbraio 2004.