Minsk

Inserito da iopensa il Lun, 2002-04-01 12:00

I miei due cavalieri camminano silenziosi come hobbit, con la testa infossata nella giacca. Domani tornano a casa: Cristian partirà per il Kosovo, Abel andrà a fare bambini a Varsavia. In Via Kuybysheva cerchiamo un’associazione al numero 107. Vaghiamo soddisfatti. Non abbiamo fretta di tornare, la visita di studio è finita ed ora possiamo goderci il privilegio di camminare per strada, facendo finta di non essere degli intrusi.
“Come siamo fortunati” – annuncio osservando i casermoni imponenti pieni di appartamenti e immensi supermercati a forma di campi da tennis –“faccio fatica ad immaginare che posso stare a Minsk ancora una settimana.” Due giorni più tardi finisco a vivere nella stessa Via Kuybysheva: comincia la Bielorussia senza fondi europei, ma con i suoi avanzi.
La curiosità era infatti già nata in Russia. Si era poi alimentata a Roma fino a sfociare nella partenza per Minsk e al progetto di un articolo sull’arte contemporanea bielorussa. E di nuovo un altro incontro e nuova curiosità. Quella di vedere Kiev, Odessa, Erevan, Baku, il Portogallo e l’India; tornare in Germania, in Grecia e ancora in Bielorussia. Da sole città e nazioni alimentano curiosità vaghe da luna di miele, la curiosità tenace si nutre di persone e di idee. Si costruisce un passaggio sul quale si può camminare fino a raggiungere mete lontane e inaspettate: sono i preziosi avanzi dei fondi europei, quelli che fuoriescono dai resoconti finali.
Minsk ha spalancato altre immense strade – come le sue, frutto del monumentale gusto stalinista. Ha mostrato difficoltà politiche e burocratiche che non sono mai abbastanza potenti da riuscire a frenare i sogni. E ha regalato un po’ della sua ricchezza e del suo coraggio.