Il rapporto tra la Biennale di Dakar, la Biennale di Venezia e Documenta di Kassel

Inserito da iopensa il Dom, 2006-01-08 12:17

Osservando gli artisti e i critici coinvolti nelle grandi mostre di Documenta di Kassel e della Biennale di Venezia si può notare che esistono dei collegamenti tra le presenze africane e la Biennale di Dakar: il legame non è diretto, ma spesso si tratta degli stessi protagonisti.

La prima edizione d’arte della Biennale di Dakar del 1992 nacque in contemporanea con l’invito dell’artista senegalese Ousmane Sow a Documenta IX di Kassel Ousmane Sow espose nel Festival Mondial des Arts Nègres del 1966, alla Biennale di Dakar del 1992 e fu membro del Comitato Scientifico di Dak’Art nel 1996, 1998 e nel 2000 e del Comitato Internazionale nel 1998.

John Goba e Ouattara Watts (più noto semplicemente come Ouattara) parteciparono a Dak’Art nel 1992, Tamsir Dia nel 1996, 1998 e nel 2002, Oladélé Ajiboyé Bamgboyé e Bodys Isek Kingelez nel 1998, Ousmane Ndiaye Dago nel 1998 e nel 2002, Tracey Rose nel 2000 e Moataz Nasr nel 2002.

L’opera di Pascale Marthine Tayou fu oggetto di una personale nel 1996, quella di Antonio Ole nel 1998 e quella dell’artista cubano Kcho (invitato alla Biennale di Venezia nel 1999) nel 1998. All’intero degli eventi paralleli della Biennale di Dakar, Georges Adéagbo fece una performance nel 1996, le opere di Frédéric Bruly Bouabré furono esposte in una collettiva di artisti della Costa d’Avorio nel 1998 e William Kentridge proiettò nel 2000 i suoi video e diresse un laboratorio di cinema d’animazione al Centro Culturale Francese di Dakar.

Tra i critici e curatori, Clémentine Deliss fu presente alla Biennale del 1992 come inviata della rivista Third Text e durante Dak’Art 1996 organizzò negli eventi paralleli l’ Atelier Tenq e la pubblicazione Métronome. Achille Bonito Oliva (direttore della Biennale di Venezia nel 1993) fu invece il presidente del Comitato Internazionale di Dakar nel 1998.

I curatori Salah Hassan e Olu Oguibe dell’esposizione parallela alla Biennale di Venezia del 2001 Authentic/Ex-Centric: Africa in and out of Africa presentarono il progetto di mostra ed il Forum for Contemporary Arts durante la Biennale di Dakar del 2000, in un colloquio con il direttore artistico della Biennale di Venezia Harald Szeemann; due degli artisti di Authentic/Ex-Centric esposero a Dak’Art: Godfried Donkor nel 1998 e Berni Searle nel 2000. Salah Hassan fu anche invitato ad intervenire all’intero dei dibattiti sulle Biennali Internazionali nel 2002, diretto da Koyo Kouoh. Ery Camara fu il presidente del Comitato Internazionale della Biennale di Dakar del 2002.

Gli assenti


Confrontando la Biennale di Dakar con i grandi eventi internazionali è anche importante notare l’assenza di alcuni celebri artisti africani all’intero delle mostre di Dak’Art. Il problema è dovuto da una parte al sistema di selezione dei partecipanti (vincolati dalla presentazione di un dossier di candidatura) e dall’altro al desiderio di diversi artisti noti in particolare in Occidente di non partecipare ad esposizioni focalizzate esclusivamente sull’Africa.

Il problema della modalità di selezione degli artisti a Dak’Art è in parte attenuato dalla presenza delle Esposizioni Individuali (che permettono a curatori internazionali di scegliere gli artisti invitati con una certa libertà) e degli eventi paralleli. E’ anche vero che il compito della Biennale di Dakar – essendo una mostra che promuove l’arte contemporanea africana – è forse più quello di esporre artisti meno noti internazionalmente che di omaggiare artisti di fama già consolidata. Yinka Shonibare, Meschac Gaba, Ghada Amer e Kendell Geers restano comunque tra i più celebri assenti alla Biennale di Dakar.