Testi su intercultura

Il mondo dell'arte: da territorio a identità e ritorno

Inserito da iopensa il Sab, 2006-04-01 09:47

Durante la ricerca sui progetti interculturali europei nel settore dell’arte, ci sono tre questioni che mi sono apparse preponderanti. Considerata l’intensità degli interventi di oggi, mi limiterò ad accennarle, sperando che suscitino commenti e obiezioni, indispensabili per avanzare nella ricerca.

Li elencherò come teoremi e poi ritornerò velocemente su ciascuno.

Primo. Tutti i progetti internazionali d’arte contemporanea nascono con un OBIETTIVO interculturale. Attenzione: un obiettivo interculturale, non necessariamente un risultato.

Conferenza alla Fondazione Agnelli di Torino

Inserito da iopensa il Sab, 2006-04-01 09:43

Seminario di Intercultural Map. Presento la ricerca nel settore arte.
Il testo della mia presentazione: Il mondo dell’arte: da territorio a identità e ritorno.

Intercultura

Inserito da iopensa il Ven, 2006-03-03 12:39

Più faccio ricerche sull’intercultura in Europa, in Italia e a Milano, più mi accorgo di come si tratti di una catagoria inopportuna.

Non ha senso definire cosa sia altro
Non ha senso definire cosa sia straniero
Non ha senso definire cosa sia immigrato
Non ha senso definire cosa sia interculturale
Non ha senso definire cosa sia internazionale, ormai praticamente tutto lo è.

Si possono però definire le definizioni.

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Phone centre e altri servizi: L'import-export di nuovi modelli di funzionamento

Inserito da iopensa il Mer, 2006-02-22 20:18

Ero in treno, linea Parigi-Bruxelles. Mentre un addetto della compagnia ferroviaria mi spiegava come accedere ad internet wi-fi con il mio computer portatile, ascoltavo la conversazione dei miei vicini di posto, due signori dall’accento nigeriano e abiti firmati.
“E’ che l’Europa non ha ancora capito come differenziare l’offerta e produrre prodotti per fasce a basso reddito; i cinesi invece lo sanno fare”.

Nomi interculturali

Inserito da iopensa il Ven, 2006-02-10 10:30

I progetti interculturali hanno dei nomi surreali. Arcobaleno, tutti i colori del mondo, fili, progetto integrazione…
La grafica è quella dei quaderni dei compiti delle vacanze. Nello spirito di “fare il proprio dovere divertendosi”.

Invece di partire da un generico principio di rispetto, nella maggior parte dei casi si parte da un principio di bontà.

Tutto diventa intercultura, tutto diventa gioioso scambio interculturale. I bambini dell’asilo scoprono la diversità cantando vestiti da cinesini con gli occhi a mandorla, negretti con il vestito di paglia, messicanini con il sombrero. Si scopre e si esplora il mondo inventando icone razziali. E in questa allegra e colorata caricatura, gli “Occidentali” sono gli unici a non essere travestiti, ad essere normali.

Festival Pan-Africano delle Arti di Algeri

Inserito da iopensa il Lun, 2006-01-09 11:39

Nel 1969 ebbe luogo ad Algeri il Festival Pan-Africano delle Arti, promosso dall’Organizzazione dell’Unità Africana. Il tema del symposium fu il ruolo della cultura africana nello sviluppo economico e sociale dell’Africa. Pathé Diagne, oppositore di Senghor, fu uno degli organizzatori del nuovo Festival. Parteciparono all’evento anche i senegalesi Amadou Mahtar M’Bow (Ministro della Cultura), Alioune Diop e Lamine Diakhaté di Presence Africaine, Blaise Senghor (delegato senegalese permanente all’UNESCO), gli attori Bachir Tourre e James Cambell, ed i registi Ousmane Sembene e Paulin Vieyra. Nel 1971, per sostenere il concetto di Négritude in contrapposizione con il Festival Pan-Africano del 1969, venne organizzato dall’Unione Progressista Senegalese – il partito del presidente – un convegno al quale parteciparono Senghor, Léon Damas, Aimé Césaire e Mercer Cook (ex ambasciatore americano in Senegal). Il Secondo Festival Mondiale di Arti Negre era programmato per il 1970 in Nigeria. A causa della difficile situazione politica del paese fu cancellato e rimandato al 1975 dal Generale Murtala Mohammed. Il Sottotenente Generale Olesegun Obasanjo successe al Generale Murtala Mohammed ed organizzò il Festival nel 1977 con il titolo Second World Black and African Festival of Arts and Culture (FESTAC). Il governo nigeriano sostituì il segretario generale del Comitato Internazionale del Festival Alioune Diop con Ambroise Mbia del Camerun. Il Senegal fu rappresentato dal gruppo teatrale nazionale e da un’esposizione di artisti; il Presidente Senghor non vi partecipò . Rispetto al grande successo del primo Festival Mondial des Arts Nègres, il secondo Festival apparve un fallimento, anche agli occhi di Pathé Diagne, uno dei suoi principali organizzatori. L’Etiopia fu scelta per ospitare il terzo Festival. A causa dei problemi interni al paese il Festival fu poi affidato ancora al Senegal e poi cancellato .

Finanziamenti alla cultura: sponsorizzazione/produzione - ruolo passivo/ruolo attivo

Inserito da iopensa il Lun, 2006-01-02 14:33

Attualmente la fondazioni che hanno l’interesse e le risorse per poter svolgere un ruolo attivo nella produzione dei progetti sono veramente poche.

Un ruolo attivo dei finanziatori può produrre delle interferenze nella realizzazione dei progetti (anche se bisogna riconoscere che già nella redazione dei bandi e nei processi di selezione, i finanziatori svolgono già un ruolo decisivo nel determinare la natura dei progetti).