In assoluto la migliore analisi dell’opera di un’artista che ho sentito. Non solo qui.
Dominique Malaquais ha presentato il lavoro di Malam. Eccezionale. Ha decodificato la produzione dell’artista attraverso l’effimero. L’effimero è diventato l’elemento chiave: effimere le opere, la vita come stato effimero, effimera la condizione dell’esistenza illegale di Malam in Francia.
Avevo già sentito delle conferenze di Dominique Malaquais e ho letto alcuni dei suoi testi, ma non mi avevano completamente convinto. Ottima oratrice, ottima scrittrice, ma trovavo le osservazioni un po’ sproporzionate. In un articolo (che avevamo pubblicato nel dossier Ars&Urbis di Africa e Mediterraneo) partiva dall’analisi di un oggetto per raccontare la città, Douala, la mobilità nel continente. Il problema era che l’oggetto era pessimo e mal fotografato. Stimolava il racconto, ma non era in realtà all’altezza del racconto.