Interventi, conferenze e lezioni

Mantova - Lezione "Geopolitica dell'Arte", 29 ottobre 2005

Inserito da iopensa il Mar, 2005-10-25 18:43

Una lezione a Mantova di Iolanda Pensa, all’interno del corso “Altre Culture, Altra Arte. Quattro curatrici sull’arte contemporanea da Africa, Cina e Messico” organizzato da Davide Fornari (Palazzo Ottavio Cavriani, via Mazzini 34, ore 17, Inf Galleria Disegno tel. 0376 324773).

Geopolitica dell’Arte: L’invenzione dell’arte contemporanea africana e il rapporto arte e territorio
Le esposizioni e le pubblicazioni consacrate all’ arte contemporanea africana hanno creato gli artisti africani, una categoria critica farcita di cooperazione, sviluppo, intercultura e curiosità. Questo capitolo si sta però chiudendo: l’esposizione Africa Remix al Centre Pompidou si vuole epilogo di questa tendenza, mentre aumentano le mostre personali, le retrospettive, i progetti storici e archivistici, le ricerche e gli interventi sul continente. Da identità, l’Africa cerca di tornare territorio. Luogo complesso sul quale intervenire e dal quale – eventualmente – provenire.

Dagli altri al qui: L'identità e il territorio nell'arte contemporanea

Inserito da iopensa il Mer, 2005-08-31 15:55

Intervento in occasione della conferenza pubblica sul progetto Intercultural Map di “Africa e Mediterraneo”.
Sasso Marconi, 3 settembre 2005

Nel campo dell’arte, gli anni Novanta sono stati contrassegnati da un crescente interesse verso gli “altri” e verso l’essere o l’essere considerato “qualcos’altro”, “the otherness”.

L’attenzione verso l’altro e verso gli altri ha posto la questione dell’identità al centro dei dibattiti, ha incoraggiato la frequentazione e l’apertura di biennali in tutti i continenti e ha fatto sbocciare centinaia di workshop internazionali (per conoscerci meglio), di network transoceanici (per lavorare insieme) e di esposizioni consacrate – a seconda delle mode – agli asiatici, agli africani, ai cinesi, agli aborigeni, agli artisti della diaspora. “Artisti della diaspora” è diventata la definizione di coloro che sono o si sentono “gli altri” e che vivono nel territorio europeo, statunitense o genericamente occidentale. Questo dibattito e approfondimento sul tema dell’alterità si è nutrito delle teorie e degli studi post-coloniali, del concetto di métissage culturale e ovviamente della diffusione di Internet e della nostra crescente mobilità.

Per quanto la tendenza verso “gli altri” non si sia certo esaurita, attualmente l’attenzione è sempre più rivolta al territorio, tra arte, documentazione, ricerca, analisi sociale ed equilibri/squilibri di potere. Dall’osservare “gli altri” si è passati ad osservare il territorio, un “qui” ricco e complesso, connesso attraverso una fitta rete al tutto.

Le ricerche territoriali permettono di circoscrivere il campo di indagine, facilitano un approccio fortemente pluridisciplinare e stimolano l’interesse di finanziatori pubblici e privati. Il territorio è il luogo dove convergono popolazioni, condizioni ambientali, situazioni abitative, problemi e risorse. Si tratta di un territorio complesso, che va osservato e analizzato come il nodo di una rete internazionale e come un elemento di flussi e dinamiche incrociate. Nelle attuali ricerche il territorio diventa il contesto nel quale intervenire e nel quale cercare le risorse e gli strumenti stessi dell’intervento. Gli artisti lo “mappano”, ne svelano i meccanismi e interagiscono con lo spazio pubblico.

Multiplicity è un esempio significativo di questa tendenza. L’agenzia di ricerca Multiplicity viene avviata dall’architetto Stefano Boeri nel 2000 come strumento di ricerca per la realizzazione di parte della mostra Mutations organizzata a Bordeaux dal centro d’architettura Arc en Rêve. L’obiettivo è quello di ritrarre le trasformazioni territoriali e le forme di auto-organizzazione che si stanno producendo in Europa attraverso un’analisi pluridisciplinare e un lavoro di gruppo basato sulla convergenza di competenze e professionalità diverse. Da qui nasce USE-Unstable State of Europe una ricerca basata sul lavoro di più di 600 ricercatori europei e sulla selezione di 11 casi studio rappresentati in un’installazione multimediale (con video, interviste, fotografie, mappe, diagrammi e testi teorici) e in una pubblicazione prodotta in occasione di una nuova mostra alla Triennale di Milano. Nel 2002 l’agenzia viene invitata come gruppo di artisti ad esporre nella prestigiosa mostra quinquennale Documenta di Kassel, alla quale partecipa con il progetto Solid Sea, una ricerca sul Mediterraneo osservato come territorio solido, segnato da rigidi confini. Attualmente Multiplicity sta lavorando sul progetto Milano Nascosta, una ricerca sull’occupazione di spazi da parte di immigrati clandestini e sulla situazione abitativa a Milano.