Germania - Diario, recensioni e materiale di ricerca

The Power of Wikipedia Legitimacy and Territorial Control, Wikipedia Academy 2012

Inserito da iopensa il Ven, 2012-06-29 09:00

Conference at Wikipedia Academy. The Power of Wikipedia Legitimacy and Territorial Control, Wikipedia Academy, Berlin, 29/06/2012.
Full paper

A research article focused on the power of Wikipedia and the issues of legitimacy and territorial control related to it. At the moment systems of authority have been observed in the online community; there are essays on Wikimedia Foundation and on the geography of Wikipedia and its contributors. The geopolitical approach of Wikipedia is not currently a research topic, but it is at the centre of discussions, policies, and documents produced by Wikimedia Foundation and the Wikimedia chapters. The aim of this article is to start filling this gap, and to highlight the power of Wikipedia and the issues of legitimacy and territorial control by specifically referring to Africa. It looks at Wikipedia from a geopolitical perspective and it is based on the experience of the projects WikiAfrica (2006-2012) and Share Your Knowledge (2011-2012), on anthropological studies on identity, esotism, otherness, eurocentrism and territory, and on artworks1. What appears is that Wikipedia has the power of a nation and it ignores half a century of studies and debates about identity, esotism, otherness, eurocentrism and territory. Wikipedia can speak with governments and negotiate with them; speaking on behalf of Wikipedia means to speak with the power of a nation. But as post-independence and colonial nations, today most powerful encyclopedia and knowledge distributing system acts in the same way as post- independence and colonial nations did: it focuses its geopolitical approach on nation building (based on languages, monuments and schoolbooks) and it nourishes nationalist approaches. Wikipedia nationalism is reinforced by the growing number of institutions interested in collaborating with Wikipedia (the so-called GLAMs), which are managed on a territorial basis.

Keywords: Wikipedia, Africa, GLAMs, offline power, legitimacy, control, geography, nationalism, WikiAfrica, Share Your Knowledge

Berlino 28 e 29 giugno 2012

Inserito da iopensa il Gio, 2012-06-28 09:00

A Berlino per la Wikipedia Academy.

Wikipedia as a Space and Strategy for Negotiating Art and Cultural Knowledge in African Cities

Inserito da iopensa il Ven, 2012-06-01 23:15

Wikipedia as a Space and Strategy for Negotiating Art and Cultural Knowledge in African Cities alla conferenza Embattled Spaces – Contested Orders di VAD-Vereinigung für Afrikawissenschaften in Deutschland 2012 all’interno del panel 32 (New) spaces and strategies for negotiating art and cultural knowledge in African cities curato da Kerstin Pinther e Larissa Förster.

In African cities individual artists, artist collectives and independent cultural institutions have distanced themselves from state-initiated cultural politics, they truly offer alternative platforms for the production, representation and reflection of cultural knowledge and they have gained recognition among a growing international network. But did they achieve to negotiate hegemonic national representations and Western Art History (Rasheed Araeen)?
This paper presents the experiences of three cultural institutions (doual’art based in Douala, Kër Thiossane based in Dakar and Chimurenga based more or less in Cape Town) to show how major cultural institutions based in African cities working with high quality projects and wide networks surely question hegemonic national representations and Western Art History (Achille Mbembe) but they still struggle to posit themselves at a urban, national, continental and international level.
The paper questions the borders of African cities and it presents Wikipedia as a different and powerful space and strategy for negotiating art and cultural knowledge. With over 280 languages, 20 million articles, 100.000 active editors and over 365 million readers, Wikipedia is much more than a website (Andrew Lih): it is today everybody’s textbook. Structured in tribes and dominated by new gatekeepers (Mathieu O’Neil), Wikipedia has the power of a new nation and it determines what knowledge is. It aspires to produce a collaboratively built free knowledge capable of presenting all points of view in a neutral way: for this very reason it is the right space for negotiating hegemonic national representations, Western Art History, art and cultural knowledge and for acknowledging the role of individual artists, artist collectives and independent cultural institutions based in African cities and their work as first sources.

Keywords
Wikipedia, copyright, copyleft, Creative Commons, knowledge, collaborative knowledge, mainstream knowledge, rewrite history, cultural institutions, African cities, doual’art, Chimurenga, Kër Thiossane, Douala, Dakar, Cape Town, interfaces, Western Art History, Art History, GLAM.

Colonia, 1-2 giugno 2012

Inserito da iopensa il Ven, 2012-06-01 09:00

1 e 2 giugno a Colonia per la conferenza Embattled Spaces – Contested Orders di VAD-Vereinigung für Afrikawissenschaften in Deutschland 2012.

Berlino, 29-31 ottobre 2008

Inserito da iopensa il Mer, 2008-10-29 09:00

A Berlino da mercoledì 29 a venerdì 31 ottobre 2008 con Tania Gianesin per assistere all’inagurazione di Detour Berlino e per un po’ di appuntamenti.

Conferenza LitCam a Francoforte, 9 ottobre 2007

Inserito da iopensa il Sab, 2007-10-13 06:48

Conferenza LitCam all’interno della Fiera del Libro di Francoforte. La Fondazione lettera27 Onlus è stata invitata a presentarsi. Parto con Tania e Roberto.

Tania ed io abbiamo 15 minuti per parlare di lettera27 e di WikiAfrica. Ci dividiamo i compiti mentre delle immagini dei progetti realizzati scorrono placidamente per 12 minuti.

Siamo molto colorati. E fotogenici (merito di Lucio). Il sistema della proiezione-zapping aiuta a risollevare le sorti di un’attenzione ormai in fin di vita. Sono le 17 mentre ci installiamo sulla pedana degli oratori. Prima di noi il pubblico si è ciucciato patrono, Gandhi e progetti (tra i progetti i più interessanti per lettera27 sono forse quelli realizzati in Egitto e Uganda, ma devo ammettere che tutti i talk – come li chiamano – sono belli).

Il workshop del pomeriggio mi delude un po’, per il formato non per i contenuti. Ho scelto quello su quick read, un’ottima iniziativa britannica (con un network e un’efficacia impressionanti). Tutto molto ben raccontato, bravi oratori, bell’esperienza, ma ormai – dopo Mantova e Douala – sono talmente nel trip dei workshop che se non mi intrattengono con effetti speciali borbotto per ore “non è mica un workshop, è una conferenza con domande”.

Nel giro di tre giorni, Roberto ripete una ventina di volte la parola “obiettivi”. Ho la sensazione che mentre la scandisce mi osserva dritto nel bulbo oculare. Ogni tanto sogno di correre in una cabina del telefono (a trovarla), di strapparmi lo strato di vesti nere, e di mostrare al mondo che sotto la mia parvenza da operatore socio-culturale sono un manager della General Electric. Al che, a caccia di riconoscimento e accettazione, dopo il nostro intervento alla conferenza, mi metto a contare le persone che ci avvicinano e (senza che le costringa con domande tipo “quali insegnamenti hai tratto dalla mia presentazione?”) dicono cose tipo “bel progetto”, “interessante”, “mi piacerebbe avere occasione di riparlarne”. Ne conto 7. Addirittura una giovane signora molto allegra aggiunge a proposito di WikiAfrica “oh, mi sarebbe piaciuto avere io l’idea”.

La parola WikiAfrica è veramente vincente. La cosa interessante è che senza sapere (o ascoltare) la rava e la fava, ti puoi fare un’idea di cosa stiamo parlando. Wikipedia, enciclopedia, Africa, africani, libero, accesso, collaborazione, condivisione, in fieri, sapere, diversi tipi di sapere, Internet, storia, fallo tu, lo fanno loro, errori, correggere gli errori, modificare: a seconda delle persone la parola WikiAfrica accende lucine diverse, evocando utopie differenziate.
Rinfresca l’alito a termini un po’ stropicciati come “alfabetizzazione”.

Google ha fatto un progetto literacy. Mi sfugge perché la grafica dei progetti di alfabetizzazione debba necessariamente evocare un sussidiario. Piuttosto metterei tutto in mano al testimonial Kenny McCormick.
Ad ogni modo forse sarebbe interessante contribuire alla mappa. Bo, non so. Forse no, non sono sicura di quante organizzazioni abbiano veramente voglia di essere messe sotto l’etichetta di “organizzazioni che si occupando di alfabetizzazione”. I compagni di viaggio a volte sono un po’ imbarazzanti. I dati della mappa provengono principalmente dall’UNESCO Institute for Lifelong Learning. Quello che trovo curioso è che l’UNESCO non abbia una banca dati delle organizzazioni per esempio del Senegal. A Dakar sono segnati solo due uffici dell’UNESCO. Mi sembra strano che l’ufficio per l’Africa Occidentale non abbia un registro. Basta prendere gli enti che hanno ricevuto il patronato dell’UNESCO. Forse semplicemente i dati non sono ancora stati immessi. Google literacy non si occupa di alfabetizzazione, ma di chi si occupa di alfabetizzazione. È una specie di portale tematico senza testimonial che incoraggia gli operatori del settore a mettere online la loro documentazione. Quello che è piacevole è che il materiale non è omologato o standardizzato (come alla fin fine avviene su Wikipedia), ma semplicemente elencato. Non sono però del tutto sicura di rendermi conto del plus-valore rispetto a Google tout court.

Francoforte: 8-10 ottobre 2007 per la Fiera del Libro

Inserito da iopensa il Lun, 2007-10-08 09:00

A Francoforte da lunedì 8 a mercoledì 10 ottobre per la Fiera del Libro di Francoforte.