Dubbi

Natale 2007 a Milano

Inserito da iopensa il Mar, 2007-12-25 10:00

Natale 2007 con la famiglia, a casa nostra a Milano.

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Giulia Delmastro

Inserito da iopensa il Dom, 2007-12-23 10:00

Il 23 dicembre 2007 è nata Giulia, figlia di Irene e Marco.

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Ongoing

Inserito da iopensa il Ven, 2007-12-21 19:23

Non fumo. Non bevo. Sto anche quasi a dieta.
Mi rifaccio con le decorazioni di Natale. Al limite dalla bulimia.
Matteo gentilmente ha cercato di dirmi qualcosa.

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Suore in gita

Inserito da iopensa il Dom, 2007-11-25 17:20

Invadono due scompartimenti del treno, disperdono bagagli, parlano in dialetto. Dissertazioni su muco e orari del treno. La più comunicativa è seduta di fianco a me e coltiva la conversazione facendo domande alla sua consorella più lontana. Ma quella è Roma? Devo preparare dei documenti?

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Il restaurante

Inserito da iopensa il Ven, 2007-11-16 19:16

Adriana mi racconta del suo lavoro al ristorante.

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Posizione del loto e altre tensioni

Inserito da iopensa il Ven, 2007-11-16 11:58

I am a leaf on the wind – watch how I soar.
Hoban ‘Wash’ Washburn

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Conferenza LitCam a Francoforte, 9 ottobre 2007

Inserito da iopensa il Sab, 2007-10-13 06:48

Conferenza LitCam all’interno della Fiera del Libro di Francoforte. La Fondazione lettera27 Onlus è stata invitata a presentarsi. Parto con Tania e Roberto.

Tania ed io abbiamo 15 minuti per parlare di lettera27 e di WikiAfrica. Ci dividiamo i compiti mentre delle immagini dei progetti realizzati scorrono placidamente per 12 minuti.

Siamo molto colorati. E fotogenici (merito di Lucio). Il sistema della proiezione-zapping aiuta a risollevare le sorti di un’attenzione ormai in fin di vita. Sono le 17 mentre ci installiamo sulla pedana degli oratori. Prima di noi il pubblico si è ciucciato patrono, Gandhi e progetti (tra i progetti i più interessanti per lettera27 sono forse quelli realizzati in Egitto e Uganda, ma devo ammettere che tutti i talk – come li chiamano – sono belli).

Il workshop del pomeriggio mi delude un po’, per il formato non per i contenuti. Ho scelto quello su quick read, un’ottima iniziativa britannica (con un network e un’efficacia impressionanti). Tutto molto ben raccontato, bravi oratori, bell’esperienza, ma ormai – dopo Mantova e Douala – sono talmente nel trip dei workshop che se non mi intrattengono con effetti speciali borbotto per ore “non è mica un workshop, è una conferenza con domande”.

Nel giro di tre giorni, Roberto ripete una ventina di volte la parola “obiettivi”. Ho la sensazione che mentre la scandisce mi osserva dritto nel bulbo oculare. Ogni tanto sogno di correre in una cabina del telefono (a trovarla), di strapparmi lo strato di vesti nere, e di mostrare al mondo che sotto la mia parvenza da operatore socio-culturale sono un manager della General Electric. Al che, a caccia di riconoscimento e accettazione, dopo il nostro intervento alla conferenza, mi metto a contare le persone che ci avvicinano e (senza che le costringa con domande tipo “quali insegnamenti hai tratto dalla mia presentazione?”) dicono cose tipo “bel progetto”, “interessante”, “mi piacerebbe avere occasione di riparlarne”. Ne conto 7. Addirittura una giovane signora molto allegra aggiunge a proposito di WikiAfrica “oh, mi sarebbe piaciuto avere io l’idea”.

La parola WikiAfrica è veramente vincente. La cosa interessante è che senza sapere (o ascoltare) la rava e la fava, ti puoi fare un’idea di cosa stiamo parlando. Wikipedia, enciclopedia, Africa, africani, libero, accesso, collaborazione, condivisione, in fieri, sapere, diversi tipi di sapere, Internet, storia, fallo tu, lo fanno loro, errori, correggere gli errori, modificare: a seconda delle persone la parola WikiAfrica accende lucine diverse, evocando utopie differenziate.
Rinfresca l’alito a termini un po’ stropicciati come “alfabetizzazione”.

Google ha fatto un progetto literacy. Mi sfugge perché la grafica dei progetti di alfabetizzazione debba necessariamente evocare un sussidiario. Piuttosto metterei tutto in mano al testimonial Kenny McCormick.
Ad ogni modo forse sarebbe interessante contribuire alla mappa. Bo, non so. Forse no, non sono sicura di quante organizzazioni abbiano veramente voglia di essere messe sotto l’etichetta di “organizzazioni che si occupando di alfabetizzazione”. I compagni di viaggio a volte sono un po’ imbarazzanti. I dati della mappa provengono principalmente dall’UNESCO Institute for Lifelong Learning. Quello che trovo curioso è che l’UNESCO non abbia una banca dati delle organizzazioni per esempio del Senegal. A Dakar sono segnati solo due uffici dell’UNESCO. Mi sembra strano che l’ufficio per l’Africa Occidentale non abbia un registro. Basta prendere gli enti che hanno ricevuto il patronato dell’UNESCO. Forse semplicemente i dati non sono ancora stati immessi. Google literacy non si occupa di alfabetizzazione, ma di chi si occupa di alfabetizzazione. È una specie di portale tematico senza testimonial che incoraggia gli operatori del settore a mettere online la loro documentazione. Quello che è piacevole è che il materiale non è omologato o standardizzato (come alla fin fine avviene su Wikipedia), ma semplicemente elencato. Non sono però del tutto sicura di rendermi conto del plus-valore rispetto a Google tout court.