Testi e tesi sulla Biennale di Dakar

Festival Pan-Africano delle Arti di Algeri

Inserito da iopensa il Lun, 2006-01-09 11:39

Nel 1969 ebbe luogo ad Algeri il Festival Pan-Africano delle Arti, promosso dall’Organizzazione dell’Unità Africana. Il tema del symposium fu il ruolo della cultura africana nello sviluppo economico e sociale dell’Africa. Pathé Diagne, oppositore di Senghor, fu uno degli organizzatori del nuovo Festival. Parteciparono all’evento anche i senegalesi Amadou Mahtar M’Bow (Ministro della Cultura), Alioune Diop e Lamine Diakhaté di Presence Africaine, Blaise Senghor (delegato senegalese permanente all’UNESCO), gli attori Bachir Tourre e James Cambell, ed i registi Ousmane Sembene e Paulin Vieyra. Nel 1971, per sostenere il concetto di Négritude in contrapposizione con il Festival Pan-Africano del 1969, venne organizzato dall’Unione Progressista Senegalese – il partito del presidente – un convegno al quale parteciparono Senghor, Léon Damas, Aimé Césaire e Mercer Cook (ex ambasciatore americano in Senegal). Il Secondo Festival Mondiale di Arti Negre era programmato per il 1970 in Nigeria. A causa della difficile situazione politica del paese fu cancellato e rimandato al 1975 dal Generale Murtala Mohammed. Il Sottotenente Generale Olesegun Obasanjo successe al Generale Murtala Mohammed ed organizzò il Festival nel 1977 con il titolo Second World Black and African Festival of Arts and Culture (FESTAC). Il governo nigeriano sostituì il segretario generale del Comitato Internazionale del Festival Alioune Diop con Ambroise Mbia del Camerun. Il Senegal fu rappresentato dal gruppo teatrale nazionale e da un’esposizione di artisti; il Presidente Senghor non vi partecipò . Rispetto al grande successo del primo Festival Mondial des Arts Nègres, il secondo Festival apparve un fallimento, anche agli occhi di Pathé Diagne, uno dei suoi principali organizzatori. L’Etiopia fu scelta per ospitare il terzo Festival. A causa dei problemi interni al paese il Festival fu poi affidato ancora al Senegal e poi cancellato .

Africa

Inserito da iopensa il Lun, 2006-01-09 10:52

L’Africa è un continente.

Il continente Africa non è nuovo, non è vuoto, non è immobile (legato cioè soltanto alle sue tradizioni ancestrali), né isolato, né esclusivamente povero.

La mancanza di informazione dà spesso un’immagine distorta del continente africano, che appare agli occhi di molti come un paesaggio abitato esclusivamente da miseria, guerra e disperazione. Come dice John Picton in Yesterday’s Cold Mashed Potatos (in Art Criticism and Africa, p. 22) “In un senso o nell’altro, la gente produce arte in Africa da qualcosa come due milioni di anni”.

Il rapporto tra la Biennale di Dakar, la Biennale di Venezia e Documenta di Kassel

Inserito da iopensa il Dom, 2006-01-08 12:17

Osservando gli artisti e i critici coinvolti nelle grandi mostre di Documenta di Kassel e della Biennale di Venezia si può notare che esistono dei collegamenti tra le presenze africane e la Biennale di Dakar: il legame non è diretto, ma spesso si tratta degli stessi protagonisti.

L’interesse internazionale per gli artisti africani: Documenta di Kassel e la Biennale di Venezia

Inserito da iopensa il Dom, 2006-01-08 10:44

Gli artisti africani partecipano oggi alle grandi mostre ed espongono nelle gallerie del mondo.

Occidente

Inserito da iopensa il Dom, 2006-01-08 10:37

Occidente è un termine molto usato dalla critica d’arte contemporanea africana. Con Occidente si indicano tutti i paesi cosiddetti “sviluppati”, in contrasto con i paesi cosiddetti “in via di sviluppo”.

Un termine adottato da Okwui Enwezor e Olu Oguibe per suddividere la geografia del mondo è anche G7 (che oggi andrebbe attualizzato in G8): l’espressione è particolarmente ricca, grazie al suo riferimento alla situazione socio-politica e ai dibattiti che gli incontri del G8 stanno generando, ma per la connotazione negativa che potrebbe esprimere si è preferito non adottarla (Okwei Enwezor e Olu Oguibe, Introduction in Reading the Contemporary: African Art from Theory to the Marketplace, p. 9).

La definizione di arte contemporanea africana secondo la Biennale di Dakar

Inserito da iopensa il Dom, 2006-01-08 10:27

La Biennale di Dakar, per poter effettivamente specializzarsi nell’arte contemporanea africana, dovette affrontare durante le sue edizioni la spinosa definizione di “arte africana” e il problema dei confini dell’Africa.

I dibattiti organizzati dalla Biennale furono la sede dove analizzare, discutere e legittimare l’orientamento dell’evento. Il concetto di “africanità” fu il più discusso. Molti relatori sottolinearono l’importanza di promuovere gli artisti africani in quanto artisti, senza connotazioni geografiche; altri percepirono la necessità di aprire le esposizioni anche a partecipanti della diaspora; altri ancora misero in luce il rischio di “ghettizzare” l’Africa, isolandola in una manifestazione di dimensione esclusivamente africana e legandola a gallerie internazionali specializzate soltanto in questo settore.

Le relazioni tra la Biennale di Dakar e la Biennale del Cairo

Inserito da iopensa il Dom, 2006-01-08 10:08

La Biennale del Cairo, nata nel 1984, non viene nemmeno nominata nei documenti della Biennale di Dakar e si può quindi pensare che fosse percepita in modo completamente diverso rispetto alla Biennale di Johannesburg.