Cooperazione e sviluppo

Inserito da iopensa il Mar, 2004-10-12 22:09

Mi sa che ho dei problemi sia con il concetto di cooperazione sia con quello di sviluppo.

Che ci sia gente che ha voglia di andare a vivere in altri paesi del mondo lo capisco perfettamente. Capisco che si abbia voglia di viaggiare, di conoscere altre persone, di scoprire altri modi di vivere, mangiare, parlare. Quello che non capisco è colorare il tutto di cooperazione, sviluppo e “fare del bene”. Certo, uno deve pur trovare i soldi per partire e i contatti per conoscere un po’ la realtà locale, va bene, ma almeno, sotto sotto, potrebbe ammettere che sta andando in Africa perché ha voglia di viaggiare e di vedere il mondo. E invece no. Tutti sembrano avere il chiodo fisso di fare “il bene”. Fare cultura, insegnare, aiutare, avvicinare i popoli, dialogare, diffondere i valori (cristiani, dei diritti umani, della pace). Trovo la cosa nauseante.

E così nella maggior parte dei casi si finisce per avere giovani e meno giovani volontari e operatori della cooperazione che vanno in posti di cui non sanno niente a insegnare cose che non necessariamente sanno. Nel senso che non è necessario che sappiano quello che vanno a insegnare. Poiché cooperazione e sviluppo sono le fogne dei dilettanti. Se sai fare un mestiere e guadagni abbastanza resti a casa tua a lavorare, ma se non sai fare qualcosa finisce che ti perseguiterà comunque il chiodo fisso di andare nei paesi sottosviluppati ad insegnarlo. Dilettanti allo sbaraglio. Tanto sono sottosviluppati – pensi tu – e così lì potrai realizzare i tuoi sogni. Finanziato dalle organizzazioni internazionali e motivato a cambiare il mondo. In meglio.

“Meglio che niente” sembra essere lo slogan di chi opera nella cooperazione e nello sviluppo. Ma meglio di quale niente? E sei poi sicuro che non ci sia proprio niente? Hai guardato? Ti sei informato? Sei andato a vedere? Oppure sei semplicemente partito dal presupposto che non ci sia niente o che nessuno si lamenterà. E poi sembra che la gente “sottosviluppata” viva in un certo modo perché è stupida. Ma sei sicuro che sia così? Hai controllato perché vivono in quel modo e non in un altro? In fondo intelligenza e stupidità sono distribuite nel mondo in modo estremamente democratico.

Certo, esistono l’evoluzione e il cambiamento, ma non è che da qualcosa di peggio si passa necessariamente a qualcosa di meglio. Non è che “donna responsabile della gestione della casa” fosse poi terribilmente peggio di “donna responsabile della gestione della casa, impiegata nel lavoro a tempo pieno, con partita IVA, meno retribuita di un uomo, con figli e separata”. Sviluppo-sottosviluppo.

E poi la gente si aspetta di andare in campagna. Parla della corruzione quasi fosse un fenomeno endemico senza accorgersi che è generata da chi ha i soldi. E chi ha i soldi? Chi è sviluppato o chi è sottosviluppato? Chi colleziona arte o chi la produce? Chi fa cooperazione e sviluppo diventa collezionista. Si passa tutta la vita a fare shopping all’Ikea e poi si arriva nei paesi del terzo mondo per diventare collezionisti e dettare le tendenze del mercato. Ikea.

Trovo molto più onesto chi va a lavorare dove ha voglia di andare a lavorare. Uno dice, mi piace stare a Kinshasa, parte e va a fare il medico a Kinshasa. Oppure vuole andare in un paese caldo e umido e allora se ne va a fare il protettore a Douala nella gestione di prostitute nere sbiancate che servono la clientela bianca. Benissimo, in ogni caso l’attività si basa su uno studio di fattibilità e di mercato e c’è effettivamente una richiesta locale. Altri però non lavorano così. C’è chi va in un posto e si deve inventare il lavoro per avere qualcosa da fare e per ottenere un finanziamento che gli permetterà di vivere e di avere i mezzi per sostenere la sua organizzazione no-profit nel paese sottosviluppato e in quello sviluppato. E a questo punto si aprono le danze. Campagne di prevenzione, informazione sulla salute, sale cinematografiche itineranti, canoe per il trasporto di studenti, corsi di recitazione, pozzi e chiese. Ma servono? L’hai chiesto a qualcuno? Non sembra la cosa più importante, l’importante è cooperare e sviluppare.

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sarà...

punto di vista interessante ma di certo non concorde col mio (il mondo è bello perchè è vario,no?). Di certo di gente che fa il suo lavoro tanto per una retribuzione e non ad altri fini ne è pieno il mondo (e non solo quello della cooperazione!). Seconda cosa credo che prima di parlare di tutte queste belle cose vorrei vedere se davvero lei crederebbe e sottoscriverebbe quello che sembra confermare con ardore nella sua pagina dopo avere visto coi suoi occhi alcune cose che, a quanto pare, sembrerebbe davvero provengano dalla sua esperienza. Mi lasci dire una sola cosa: credo fermamente, lo ripeto, che ci sia molta gente maligna, approfittatrice (anche se non sa di esserlo, anche se crede di fare del bene ai “poveracci” e alla fine è proprio quella gente che è “poveraccia”), ma ho visto un sacco di ragazzi partire per l’africa con una mentalità e tornare con un’altra, ho visto di aver potuto regalare più di un sorriso a bambini in kenya solo perchè insegnavo loro a scrivere, solo perchè riparavo loro con due chiodi e un palo di legno i loro “banchi”, solo perchè ogni volta che torno lì, negli stessi posti, trovo sempre più felicità (incredibile ma vero); magari non cambierà un cavolo (e questo è molto molto probabile..), perchè da economista dello sviluppo ho visto paesi come il brasile che stanno crescendo per “benessere” e continueranno a farlo, paesi come l’india e poi paesi come l’africa subsahariana che lascia molto a desiderare per previsioni. Non le nascondo che mi si apre il cuore nel vedere tramonti africani o aurore brasiliane, ma quando lavoro uso lo stesso cuore e ci credo davvero, (si) ci credo davvero che qualcosa che non riguarda il PIL possa davvero crescere in paesi e fra gente come questi, e quel qualcosa, visto che non sta scritto su pezzi di carta e di certo non in statistiche o classifiche, lei e molti altri non potrete mai saperle.
L’ultima cosa, quando ho intrapreso il mio iter accademico la pensavo suppergiù come lei, e quando la poi scoperta mia mentore (la mia prof. di agricoltura e sviluppo sostenibile) mi diceva le stesse cose che io ora sto dicendo a lei, mi sono fermata un attimo, un pò con tristezza, e mi sono detta :“peccato che queste cose non le vedrò mai, non le sentirò mai e di conseguenza non potrò mai crederle”... ed eccoci qua! Dopo quelle famose ultime parole ne hanno viste di cose i miei occhi… S.L.

ps: lo sa grazie a ikea a quanti bambini io e un’associazione della quale sono partner mandiamo il regalo di natale?
Ma non sembra la cosa più importante, l’importante è cooperare e sviluppare, o no? (parole sue)

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