Articolo. Fotografi africani e Made in Africa

Inserito da iopensa il Sab, 2004-05-01 23:25

myriam-mihindou-reliquie-corpo-domestico.jpg

Versione originale di Quando l’Africa fa click in “Africa”, n. 3, maggio-giugno 2004, pp. 15-17.

Tempo di multimedialità, di ibridità, di polifunzionalità. Le sculture diventano ambienti, la pittura si mescola alla stampa, il suono prende forma. A questo punto non ci si può mica aspettare che la fotografia se ne stia buona buona in un angolo a fare la fotografia. Oggi la fotografia sfida le superfici, le contaminazioni, il tempo, la geografia e diventa semplicemente… arte. Milano, 20 marzo 2004.

Foto “Reliquie di un corpo domestico” di Myriam Mihindou.


I fotografi africani e l’uso del colore

zwelethu-mthethwa-sacred-homes.jpg

Foto “Sacred Homes” di Zwelethu Mthethwa.

L’uso del colore è affascinante. Il sudafricano Zwelethu Mthethwa (nato nel 1960) crea delle atmosfere sacre intorno agli abitanti delle bidonville ritratti nelle loro case. Gli oggetti e i particolari sono esaltati e resi irreali dalla vivacità e dalla nitidezza del colore e sembrano voler raccontare la ricchezza delle abitazioni e l’orgoglio loro suoi proprietari. Come in un’icona religiosa, le sue immagini sono studiate in ogni dettaglio: posa, ambiente, luce, struttura dello spazio. Nella serie Sacred Homes oltre ad usare lo stile del sacro, l’artista ritrae il luoghi del sacro: le chiese della periferia.


L’egiziana Maha Maamoon (nata nel 1972) in Cairo Scapes coglie alcuni frammenti della sua immensa città. Il cemento che invade Il Cairo diventa nelle immagini dell’artista un elemento dell’ambiente, così come i colori degli autobus o i fiori stampati sull’abito di un passante. Il caos, il frastuono, il traffico urbano sembrano farsi silenziosi e trasformarsi in un paesaggio calmo, reso ancora più tranquillo dal formato delle immagini: delle lunghe strisce panoramiche dove sbocciano qua e là i fiori di un vestito.

patrice-felix-tchicaya-blow-out.jpg

Foto “Blow Out” di Patrice Felix Tchicaya

Patrice Félix Tchichaya (nato nel 1961, Francia/Congo) fotografa la moda attraverso pose e colori stridenti. Le sue immagini sono dei teatrini glamour in cui tutto ha l’aria un po’ folle e spudorata, ma decisamente “in”.


2-zucchero-velo-600.jpg

Foto di Hala ElKoussy

L’egiziana Hala ElKoussy (nata nel 1974) mette in scena degli attori per ritrarre “Il Cairo”. Le sue fotografia sono perfettamente irreali, eppure rappresentano ciò che noi consideriamo (e vogliamo) reale e autentico. Con l’aiuto del colore e di particolari selezionati per il loro colore, Il Cairo appare tuffata in un’atmosfera sognate e popolata da creature che sembrano spettatori di un mondo in declino, ma orgoglioso.


I luoghi della fotografia africana

Il più importate evento di promozione della fotografia africana sono gli Incontri della Fotografia di Bamako, un’esposizione internazionale biennale, organizzata dal curatore franco-camerunese Simon Njami e sostenuta in particolare dall’AFAA, l’agenzia di cooperazione artistica francese.

Oltre ad essere un vivace festival di promozione artistica, la biennale della fotografia africana di Bamako ha la peculiarità di essere essenzialmente la biennale della fotografia africana di Parigi, in visita a Bamako. Come mi racconta il direttore della biennale, il maliano Moussa Konaté, la Francia gestisce gran parte della mostra. A Parigi vengono inviate le opere da tutta l’Africa; i lavori vengono preparati per l’esposizione, stampati, incorniciati e poi spediti a Bamako. Una volta finita la mostra, le opere tornano di nuovo a Parigi, dove l’AFAA si occuperà della promozione delle edizioni itineranti in Europa. E’ in questo modo che l’esposizione Made in Africa fotografia – seconda edizione italiana della Biennale di Fotografia Africana è arrivata anche a Milano.

L’associazione culturale Afritudine di Ferrara ha organizzato la mostra selezionando 11 artisti tra i più di 80 presenti alla Biennale di Bamako del 2003. Il risultato è che l’Italia ha ospitato un evento molto interessante, ma con alcuni dei difetti che spesso contagiano le mostre di opere africane in Occidente. Tanto per cominciare la retorica. Più che di fotografia o di arte contemporanea si parla dell’Africa che ha “fame di pane e di dignità culturale”. Segue poi la vocazione profetica: con ottimi sentimenti si annuncia la ricchezza e la vivacità del continente, senza approfondire le ricerche e senza far evolvere gli studi o il dibattito, come se gli artisti africani avessero bisogno di essere annunciati piuttosto che essere protagonisti di un approfondimento critico.

Un altro importante evento che presenta i fotografi africani è la Biennale di Dakar, che accoglie la fotografia dal 1998, promuovendola come semplice arte contemporanea. La sua prossima edizione – dal 5 maggio al 5 giugno – metterà in mostra anche le opere di Maha Maamoun, Hala Elkussy, Michèle Magema, Samia Benyahia, Zoulikha Bouabdellah e Pélagie Gbaguidi, artisti già presenti alla Biennale di Bamako del 2003.

Made in Africa fotografia


Made in Africa fotografia – Seconda edizione italiana della Biennale di Fotografia Africana, Musei di Porta Romana, Milano, dal 17/03-25/04/2004.
Espozione visitata il 16 marzo 2004.

Opzioni visualizzazione commenti

Seleziona il tuo modo preferito per visualizzare i commenti e premi "Salva impostazioni" per attivare i cambiamenti.

ho guardato con molto interesse alle foto e mi son piaciute moltissimo complimenti.CIAO

can you send us a copy of made in africa photography? please enclose the invoice. i’ll send you the address when i have your response.

Made in Africa

Dear jeff tanku,
To buy or to get information on the photos of Made in Africa is probably better to contact the AFAA: http://www.afaa.asso.fr/site/index.php
good luck and best regards
iolanda pensa

Complimenti!!

Opzioni visualizzazione commenti

Seleziona il tuo modo preferito per visualizzare i commenti e premi "Salva impostazioni" per attivare i cambiamenti.