"Going Places"

Inserito da iopensa il Mer, 2004-05-26 06:46

“Going Places”
Opere d’arte pubbliche, campagna pubblicitaria e sito Internet
Paese: Egitto/Africa
Ambito culturale: arte e pubblicità
Produttore: artisti: Iman Issa, Maha Maamoun, Basim Magdi e Hassan Khan; curatrice: Mai Abu ElDahab
Target: abitanti del Cairo e pubblico dell’arte internazionale
Lingua: il sito Internet ha testi in inglese e arabo
Tema in Glocal Youth: essere altri
Prodotto da giovani

“Going Places” è un progetto artistico che utilizza diversi mezzi di comunicazione per intervenire sulla città, per comunicare internazionalmente e per esprimere preoccupazioni sociali ed estetiche. Quattro giovani artisti hanno realizzato dei cartelloni pubblicitari per quattro autobus del Cairo, una serie di cartoline, un poster ed un sito Internet.

b. Documento

La serie dei poster

Nel suo poster Basim Magdi ha fatto volare in un cielo nuvoloso e tetro una mongolfiera con la scritta “Superman will save us all”, Superman ci salverà tutti.

Iman Issa ha unito il decoro di alcune carte da parati all’immagine di una palazzina popolare, estremamente comune in città; le carte da parati rappresentano fiori e paesaggi lussureggianti con i colori artificiali delle cartoline anni Settanta. Il risultato è un ambiente sorprendente: impossibile ma familiare, naturale ma artificiale, interno ed esterno allo stesso tempo.

Maha Maamoun ha raddoppiato l’autorità di un palazzo di piazza Tahrir (icona dell’istituzionalismo) raddoppiandone l’immagine.

Hassan Khan ha collocato il viso di uno sconosciuto – ritratto in primissimo piano e con lo sguardo frontale – nel centro della sua immagine.

www.cairobus.com

c. Proposta di analisi

1. Linguaggio

Il linguaggio dei quattro artisti coinvolti in “Going Places” dipende fortemente dalla natura del progetto. Un’opera site specific è infatti un’opera realizzata appositamente per una situazione. In questo caso ai quattro partecipanti sono stati commissionati dei cartelloni pubblicitari, un poster e delle cartoline.

Il linguaggio si è dunque dovuto adattare alla natura pubblica del progetto e gli artisti lavorano su essenzialmente due modalità: creano dei luoghi “altri” (ovvero dei paesaggi e delle situazioni immaginarie) e costringono gli spettatori a confrontarsi con delle situazioni critiche.

I luoghi “altri” creati dagli artisti funzionano come delle finestre.
Immaginiamo di essere dentro una casa e di guardare fuori dalla finestra, attraverso il vetro ma senza le tende (una situazione non molto comune in città, in generale e soprattutto in quelle arabe, dove la gente difende la sua privacy e la sua vicinanza al vicinato con abbondanti tendaggi); fuori dalla finestra possiamo osservare dei paesaggi oppure incrociare con lo sguardo qualcuno. I poster degli artisti cercano di rappresentare proprio questo: dei mondi e delle situazioni “altre”, che stanno fuori dalla finestra. Allo stesso tempo le immagini rappresentate sembrano dire agli spettatori “hey, uscite di casa! C’è tanto da vedere e da conoscere”.

Le immagini offerte agli spettatori rappresentano situazioni critiche: gli artisti non si limitano a mostrare dei paesaggi “altri” ma vogliono costringere i loro pubblico a riflettere e a confrontarsi con situazioni inaspettate.

I poster si presentano con delle scene apparentemente innocue: paesaggi, una mongolfiera ed il viso di un uomo. Questa apparenza innocua ha due obiettivi: permette di dribblare i controlli e la censura statale (la compagnia di trasporti pubblici del Cairo ha analizzato ogni immagine prima di autorizzarla) e permette di avvicinare lo sguardo delle persone creando diversi livelli di lettura.

Avere diversi livelli di lettura è una caratteristica dell’arte: il linguaggio artistico tende infatti per sua natura a permettere più interpretazioni e ad aprirsi a sempre nuove comprensioni (questo è il motivo per il quale un’opera d’arte può continuare a comunicare anche dopo secoli e secoli che è stata prodotta). Una delle caratteristiche dell’arte contemporanea è che gli artisti sono coscienti di queste molteplici interpretazioni e utilizzano questa componente per arricchire i loro messaggi: utilizzano i luoghi comuni, citano il passato e il presente, dialogano con chi interpreterà il loro lavoro, giocano con i paradossi, tendono all’ambiguità, alle allusioni e alle illusioni. Per questo motivo non ha senso parlare di un’opera d’arte dicendo “quest’opera significa questo e quest’altro”, ma è più corretto analizzare un lavoro artistico cercando di scoprirne riferimenti, temi, collegamenti…

Il linguaggio artistico può esprimersi con qualsiasi tecnica o stile. Gli ultimi anni sono stati in particolare caratterizzati dall’inclusione di ogni tipo di disciplina, anche di quelle che tradizionalmente non erano mai state collegate all’arte. Fanno ormai parte a pieno titolo del linguaggio artistico visivo pittura, scultura, installazioni (ovvero opere che intervengono sullo spazio), fotografia, arte pubblica o interventi urbani (opere collocate in spazi pubblici o progettate per degli spazi pubblici), arte digitale (opere realizzate su Internet o per Internet), suono (sì, anche il suono può far parte del linguaggio artistico visivo!), body art (degli interventi – tatuaggi, tagli, operazioni chirurgiche… – fatti sul corpo), performance (azioni progettate dagli artisti che si basano sulla dimensione temporale – ovvero hanno una durata – e possono coinvolgere gli artisti stessi, il pubblico o degli attori), ricerche interdisciplinari…

In conclusione va aggiunta una nota. Come qualsiasi altro prodotto, un’opera d’arte può piacere o non piacere, può essere bella o brutta, può essere di buona o pessima qualità. Attualmente il termine “opera d’arte” non implica un giudizio positivo, ma dichiara semplicemente le intenzioni di chi l’ha prodotta o di chi l’ha selezionata: l’opera è stata prodotta come opere d’arte o è stata selezionata in quanto opera d’arte.
Spetta dunque a ciascuno giudicare e imparare a guardare per affinare e arricchire il proprio gusto.

2. Tecnologia

Il progetto “Going Places” ha utilizzato diversi mezzi di comunicazione:
1. quattro cartelloni pubblicitari di 2 metri di lunghezza per 70 centimetri d’altezza su quattro autobus del Cairo (ottobre 2003-marzo 2004)
2. dei volantini-poster appesi e distribuiti gratuitamente in alcuni locali della città
3. delle cartoline distribuite gratuitamente in alcuni locali della città
4. un sito Internet www.cairobus.com
5. molti comunicati stampa

3. Tipologia

- Opere commissionate e site specific

Le opere presentate da “Going Places” sono state commissionate dalla curatrice Mai Abu ElDahab e sono state realizzate dagli artisti appositamente per dei cartelloni pubblicitari e delle cartoline.

- Interventi artistici urbani o arte pubblica

I cartelloni progettati per i quattro autobus del Cairo, le cartoline e i poster sono delle opere d’arte che rientrano nella categoria di interventi urbani o arte pubblica. Questa è una delle caratteristiche più interessanti del progetto, visto che intervenire sulla città del Cairo è molto complesso (in particolare a causa dei problemi di autorizzazioni, burocrazia e censura).

Per realizzare il progetto la curatrice Mai Abu ElDahab ha preferito evitare l’iter burocratico governativo: come una normale società privata ha comprato degli spazi pubblicitari con il supporto di alcuni finanziatori privati. Inizialmente una compagnia pubblicitaria aveva offerto lo spazio: quattro grandi cartelloni sulla strada tra il Cairo e Alessandria d’Egitto. “Era bello per l’aspetto della mobilità, ma poi la compagnia aveva messo troppe condizioni” – spiega Mai Abu ElDahab – “Non abbiamo i soldi, ma almeno abbiamo le idee: se diamo via anche queste poi cosa ci rimane?”. Così si è scelto di acquistare quattro spazi pubblicitari su quattro autobus della città.

“Abbiamo avuto diversi problemi” – mi racconta Mai Abu ElDahab – “l’opera di Hassan Khan è stata distrutta pochi giorni dopo l’installazione. Non sappiamo chi sia stato, se dei passeggeri, dei passanti o dei responsabili della compagnia di trasporto, ma probabilmente la cosa è da collegarsi al fatto che il viso rappresentato poneva dei problemi di confronto e rapporto con il sé: dava fastidio. Anche la prima proposta di Maha Maamoun è stata vietata dalla compagnia dei mezzi di trasporto perché nell’immagine c’era una donna sdraiata. In realtà si trattava di una donna vestita ed era un elemento molto piccolo nell’immagine, ma comunque non l’hanno permessa. In Egitto abbiamo un problema con la nostra immagine, la sua rappresentazione e la realtà”.

- Campagna pubblicitaria – la natura virtuale del progetto

Il cuore di “Going Places” sono certamente i quattro cartelloni pubblicitari realizzati per i quattro autobus del Cairo, ma in realtà queste opere sono le più invisibili del progetto. Quattro autobus sono quasi introvabili in una città immensa come il Cairo: li si vede per caso, di sfuggita o inseguendoli per giorni e giorni (come hanno fatto gli artisti del progetto che però conoscevano le linee e i percorsi).

Il progetto si è dunque basato su una campagna pubblicitaria multimediale che comprendeva i poster e le cartoline distribuite gratuitamente, il sito Internet e i comunicati stampa. Grazie all’intensa comunicazione e alla qualità delle immagini realizzate (che ben rendono stampate sulle riviste o online) questo intervento urbano – uno dei primi al Cairo – ha avuto una vastissima visibilità internazionale acquistando una natura virtuale: tutti ne hanno parlato senza aver mai visto realmente le opere.

4. Rappresentazioni

“Going Places” non ha l’obiettivo esplicito di rappresentare i giovani, ma le opere dei giovani artisti coinvolti nel progetto esprimono appieno alcune delle preoccupazioni dei ragazzi del Cairo:

- Il rapporto con la città e l’ambiente. Il Cairo è una città immensa e completamente ricoperta di cemento, con enormi palazzi residenziali anni Sessanta e – oggi – vasti centri commerciali. I parchi sono pochissimi e il traffico è asfissiante (vedi immagine di Iman Issa).

- Il conflitto tra dimensione domestica e pubblica. Nei paesi arabi spesso la vita sociale si svolge a casa. Tra le mura domestiche la gente si sente più libera, le donne non hanno bisogno di portare il velo e ci si può ritrovare in un’atmosfera rilassata con tutti i numerosi parenti (vedi immagine di Iman Issa con le carte da parati della sua infanzia).

- La convivenza tra passato, presente e futuro. Gli artisti includono nelle loro opere riferimenti al passato, al presente e al futuro. L’edificio di Piazza Tahrir nell’immagine di Maha Maamoun fa parte della storia, così come la casa anni Sessanta e le carte da parati nell’immagine di Iman Issa. Ma lo stesso edificio dell’immagine di Maha Maamoun è tutt’oggi sede di istituzioni e le carte da parati di Iman Issa si trovano ancora in vendita nei mercati e sono ancora bene incollate alle pareti delle case; Superman citato da Basim Madgi è in televisione e il Cairo cresce diventando sempre più una città multiculturale con una popolazione che non si conosce e che proviene da ogni parte del mondo. I riferimenti al futuro sono ovviamente presenti nella scelta degli artisti di rappresentare mondi e situazioni irreali, ma ancorati a riferimenti reali.

- Il rapporto con i media. La citazione di Superman nell’immagine di Basim Magdi è evidente, ma tutte le opere si riferiscono ad un linguaggio esplicitamente pubblicitario. La stessa scelta di esporre le opere come cartelloni mostra un inevitabile legame e riferimento ai mezzi di comunicazione, nonché il desiderio di dare all’arte la stessa forza comunicativa della pubblicità e dei mezzi di comunicazione, trasformandola in un linguaggio accessibile e vicino alla gente.

- La disillusione verso gli eroi. La scritta “Superman will save us all”, ovvero Superman ci salverà tutti, non ha un tono molto rassicurante. In un epoca di jet, super-aerei, mezzi di trasporto ipertecnologici è infatti una mongolfiera (che come si sa viaggia sballottata dal vento senza poter decidere in modo preciso la sua direzione) a comunicarci l’imminente salvezza. Oltretutto nell’immagine possiamo solo vedere una parte della scritta, senza poter sapere se il messaggio continua. Cosa potrebbe dire? Forse non vediamo la parola “maybe”. La scelta poi dell’inglese – in un paese in cui la lingua ufficiale è l’arabo – può anche fare riferimento alla colonizzazione anglofona del mondo, che sta diffondendo modelli di vita, idee e riferimenti culturali globali: Superman ormai lo si conosce ovunque nel mondo (bisogna anche ricordare che in molte città dell’Africa la televisione via cavo è estremamente diffusa: molti giovani hanno facilmente accesso – in locali pubblici, a casa, abusivamente – a canali televisivi internazionali). Nell’epoca della “guerra al terrorismo”, degli interventi armati in Medio Oriente, dei comunicati stampa e della società dell’informazione e della comunicazione è difficile poi non collegare la figura di Superman a personaggi pubblici che si presentano come coloro che “salveranno il mondo”. Tra i tanti che aspirano alla carica di eroi – o meglio, supereroi – ed invadono i mezzi di comunicazione quasi fossero protagonisti di telefilm si possono ricordare George Bush, Silvio Berlusconi, Osama Bin Laden e Arnold Schwarzenegger.

- Il bisogno di dialoghi e confronti diretti e aperti. Le pubblicità al Cairo non ritraggono mai una persona in primo piano; tutte le immagini sono indirette, più tranquille, meno aggressive o ritraggono un personaggio pubblico noto. Il volto fotografato da Hassan Khan è fastidioso: osserva, domanda, giudica, guarda dritto davanti a sé. Il cartellone è stato distrutto in pochi giorni, segno che la gente ne ha immediatamente colto la forza.

- L’ostacolo delle istituzioni e della burocrazia. Il ridondante edificio ritratto da Maha Maamoun è un enorme ostacolo: occupa tutto lo spazio, non permette di vedere oltre, non lascia passare. L’edificio – nonostante sia modificato digitalmente – è poi estremamente riconoscibile al Cairo perché è in una delle piazze centrali della città ed è sede di istituzioni.

5. Produttore

Gli artisti coinvolti in “Going Places”, tutti del Cairo, sono le artiste Iman Issa (1979, www.cairobus.com/imanissa/index.htm) e Maha Maamoun (1972, http://www.cairobus.com/mahamaamoun/index.html) e gli artisti Basim Magdi (1977, http://www.likeyou.com/artistsbios/artist.php?a=141) e Hassan Khan (1975, www.hassankhan.com)
Nel campo artistico gli artisti sotto i 35 anni sono sempre considerati giovani.
La curatrice del progetto è l’egiziana Mai Abu ElDahab.

I finanziamenti

Il progetto ha avuto un budget molto modesto ed è stato finanziato dall’Ambasciata Olandese del Cairo, da due società egiziane, dal portale di notizia sull’arte contemporanea e-flux (che ha sponsorizzato parte della comunicazione dell’evento – www.e-flux.com) e dal quotidiano ”Cairo Times”.

6. Pubblico

Il progetto “Going Places” ha avuto un pubblico al Cairo ed un pubblico internazionale.

Il pubblico del Cairo ha potuto vedere sulle strade le pubblicità collocate sulle fiancate di quattro autobus, le cartoline distribuite gratuitamente nei locali giovanili e i poster appesi nei centri d’arte della città e negli stessi locali.
Il pubblico internazionale ha avuto accesso soprattutto al sito Internet. Inoltre la curatrice del progetto ha diffuso efficacemente i comunicati stampa ottenendo un grandissimo riscontro su riviste e giornali cartacei e online.

2.A. Area educatori

a. Obiettivi

Obiettivi generali – Riflettere su metodi di comunicazione sperimentali – Analizzare un’opera d’arte – Avvicinare i giovani al linguaggio dell’arte contemporanea – Mostrare una grande vitalità creativa e innovativa anche in aree geografiche spesso associate all’arretratezza e alla povertà – Osservare l’Africa dal punto di vista dell’arte contemporanea – Riflettere su come è fatta la pubblicità e su come influenza la gente

Obiettivi operativi – Potenziare la creatività – Indagare il mondo dell’arte contemporanea ed in particolare il campo degli interventi artistici urbani – Riflettere sui propri gusti – Confrontare le rappresentazioni tipiche dell’Egitto e dell’Africa con rappresentazioni diverse proposte da giovani del Cairo

b. Esercizi

Attività A : analisi di un’opera d’arte
Attività B: riflessioni sui propri gusti
Attività C: confronto tra pubblicità prodotte in diversi luoghi del mondo e con diverse finalità
Attività D: ricerca sugli interventi artistici urbani e artisti del Cairo
Attività E: dibattito sull’arte contemporanea
Fai tu

2.B Area utenti

Attività A

- Analizza le opere prodotte dagli artisti di “Going Places”: quali influssi e riferimenti cogli? Ci sono riferimenti a programmi televisivi? A cosa somigliano e cosa ti ricordano le inquadrature? Le hai già viste da qualche parte? Ti sono familiari?

- Rapporto con il contesto. Le opere di “Going Places” ti ricordano l’Egitto e l’Africa? Come immagini l’Egitto? Come immagini l’Africa? Quali sono le fonti delle tue immagini dell’Egitto e dell’Africa (pubblicità, televisione, documentari, telefilm, film, cartoni animati, viaggi, racconti, scuola…)? Perché secondo te le tue immagini dell’Egitto e dell’Africa sono diverse/uguali alle immagini comunicate dal progetto “Going Places”?

- Osserva le opere prodotte dagli artisti di “Going Places” ed elenca le sensazioni che provi osservandole: fastidio, dolcezza, rilassatezza, inquietudine, divertimento…

Attività B

- Rifletti sui tuoi gusti: che cosa ti piace nelle opere di “Going Places” e che cosa non ti piace? Ci sono degli artisti e delle opere d’arte che conosci e ti piacciono? Che cosa ti piace delle opere d’arte che consideri “belle”? Ci sono telefilm, film, cartoni animati, pubblicità che ti piacciono così tanto e ti sembrano di così alta qualità da considerarli “opere d’arte”? Quali programmi e pubblicità inseriresti nella lista delle opere d’arte? Credi che i tuoi genitori sarebbero d’accordo con te?

Attività C

- Confronta i cartelloni pubblicitari di “Going Places” con dei cartelloni pubblicitari della tua città? Che differenza noti? Che somiglianze? In che modo il linguaggio è simile o diverso? Analizza le diverse componenti del linguaggio (dimensione, colore, soggetto, scritte, inquadrature) e gli obiettivi pubblicitari (finalità, target, modalità comunicative…)

Attività D

- Fai una ricerca su degli interventi artistici urbani che sono stati realizzati nella tua città o nella tua nazione. Cercane uno che ti piace e spiega per quale motivo.

- Fai una ricerca sugli artisti che hanno partecipato a “Going Places” e analizza le altre opere che hanno prodotto. Come si sono espressi? Che tecniche hanno utilizzato? Riconosci dei temi comuni nella loro produzione? Che cosa ti piace e che cosa non ti piace?

Attività E

- Dibattito: a cosa serve l’arte contemporanea?

Fai tu

Progetta la fiancata di un autobus della tua città: che cosa cercheresti di dire o di evocare? A chi ti rivolgeresti? Che colori, immagini, parole, suoni, odori, forme utilizzeresti per esprimerti? Sceglieresti di trasformare completamente l’autobus o di fare degli interventi quasi impercettibili? Cambieresti l’estero o il suo interno? In che cosa il “tuo” autobus sarebbe diverso da quello di tutti gli altri?

Progetta una cartolina con il tuo logo da distribuire gratuitamente in tutti i locali della tua città e della tua nazione: che cosa può parlare di te e soltanto di te? Disegna, scrivi, stampa o ritaglia da giornali e riviste parole, immagini, colori che possono rappresentarti ed incollali su un cartoncino formato cartolina. Utilizzerai poche o tantissime immagini? Cercherai dei simboli che tutti possono capire o dei simboli che sono significativi sono per te?

3. Testi di approfondimento

Schede di approfondimento, articoli e saggi

Estratto da Going Places: A Project for Public Buses di Mai Abu ElDahab. This project is an entry point; an attempt to infiltrate Cairo’s public space – a space monopolized by the combined institutional grip of both corporate and governmental powers. This infiltration was made possible by appropriating the tools of these authorities highlighting the irony that is a pertinent facet of urban life in this city: Access to the public realm can only be realized through privatization.