Fumetto e vignetta in Africa

Inserito da iopensa il Mar, 2004-03-23 00:26

Il fumetto e la vignetta in Africa

L’Africa a fumetti è varia, sorprendente, eclettica e polifunzionale: intrattiene, diverte, illustra, educa, denuncia, infastidisce, pubblicizza ed ovviamente informa. Ma se il nostro Tex Willer ci porta nel selvaggio West, non aspettiamoci che i fumetti africani ci portino solo in Africa.

Le riviste satiriche africane e il ruolo di denuncia del fumetto

Le pubblicazioni satiriche africane sono numerosissime. A volte si tratta di riviste con pubblicazione regolare – come nel caso di “Le Popoli” del Camerun, “Le cafard libéré” del Senegal, “Gbich!” della Costa d’Avorio o di “Le Journal du Jeudi” del Burkina Faso – ma a volte sono solo dei fogli stampati alla buona e distribuiti per strada per pochi soldi. Kinshasa – oltre ad essere la capitale della Repubblica Democratica del Congo – è anche la capitale di questi giornaletti. Massimo Repetti, esperto di fumetto africano, li ha paragonati alle “radio di marciapiede”, le radio improvvisate e umoristiche molto diffuse sul continente, che spesso informano più delle emittenti e delle pubblicazioni governative. Tutte le pubblicazioni satiriche hanno una forte funzione di denuncia, nonostante in alcuni casi si limiti a semplici caricature dei politici.

Un esempio molto significativo del ruolo di denuncia del fumetto africano è offerto dal Sudafrica Con lo sviluppo dei movimenti anti-apartheid, negli anni Ottanta impegnarsi diviene per molti artisti un imperativo. Nasce la stampa alternativa (con quotidiani come “Weekly Mail” poi divenuto Mail & Guardian) e anche lo stile dei disegnatori asseconda la situazione di tensione e guerra del paese diventando graficamente violento. Con l’inizio degli anni Novanta e la fine dell’apartheid emergono nuovi autori e nuovi modi di usare le immagini, ma la denuncia sociale non viene meno. Mentre il vignettista Zapiro crea la più celebre caricatura di Nelson Mandela che – con i suoi zigomi alti ed il suo sorriso smagliante – è ancora oggi un’icona nazionale, la striscia Madam & Eve (di Rico, Francis e Dugmore) gioca sul rapporto tra una signora bianca e la sua colf nera, ridendo degli stereotipi, dei problemi di convivenza e del razzismo quotidiano di molte famiglie sudafricane; la striscia Sloppy (del disegnatore di colore Mogorosi Motshumi) racconta la vita e le difficoltà delle township nere inserendo all’interno delle sue storie messaggi educativi; “Bitterkomix” di Anton Kannemeyer e Conrad Botes (1989-2001) è una pubblicazione underground, satirica, violenta e spudorata che ancora oggi ha un enorme influsso sui giovani disegnatori, nello stile ma anche per la libertà d’espressione introdotta dai suoi spietati autori.

Altri usi del fumetto

Per la sua immediatezza e il suo successo tra i giovani, il lavoro dei disegnatori viene anche usato per campagne di informazione su agricoltura e salute (come per la prevenzione dell’AIDS) e per progetti educativi. La casa editrice sudafricana “Storyteller Group” ha per esempio pubblicato fino al 1994 libri a fumetti che incoraggiavano un apprendimento più piacevole e accessibile delle scienze naturali, dei temi della sessualità e delle storie dei narratori nazionali. L’immagine è in effetti un efficace strumento di comunicazione, in particolare in un continente in cui l’analfabetismo è estremamente diffuso e in cui poche persone sono abituate a leggere.

Ma le vignette e i fumetti africani non sono necessariamente educativi. Gli elementi reali si uniscono alla fantasia, alle esagerazioni e ai paradossi. Nelle tavole dei disegnatori convergono influssi da tutto il mondo: riferimenti alle telenovelas, ai cartoni animati giapponesi, al cinema, alla letteratura; le tecniche delle scuole di fumetto francese, belga, statunitense, britannica, giapponese ed i modelli underground invadono il continente senza nessun ordine e si uniscono liberamente al gergo popolare, alle lingue dialettali e alle espressioni prese in prestito dall’inglese e dal francese.

Approfondimenti su fumetto e vignetta in Africa

Africa e Mediterraneo è una rivista e un’associazione che promuove il fumetto africano attraverso le ricerche di Massimo Repetti, il premio “Africa Comics” ed i suoi progetti internazionali e nazionali: laboratori con i disegnatori africani, esposizioni, seminari, pubblicazioni pedagogiche, cataloghi e album.

Mamba Comix è una rivista che racconta le novità dei fumetti sudafricani grazie al lavoro del Durban Cartoon Project, il progetto nato nel 2002 per promuovere e facilitare il lavoro dei disegnatori locali.

Coco Bulles è il Festival Internazionale del disegno per la stampa e del fumetto di Grand-Bassam, Costa d’Avorio. olvisd@yahoo.fr Prossima edizione prevista per il 2005.

Centre Africain de la Caricature è un centro culturale di Kinshasa che promuove la caricatura e che organizza il Karika’fête. 1bis rue Lukenie, quartier Yolo Nord, Kalamu Kinshasa – Tel. ++243 99 35 229 – centrafcar@yahoo.fr

Associazione ACRIA – Atelier de crèation, recherche et inititation à l’art sono gli organizzatori del Salone africano del fumetto e della lettura per i giovani. 98 rue Luima Commune de Bandalungwa, B.P. 14 437 Kin. 1 Kinshasa – e:mail : acria_b_d_kin@hotmail.com

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