attitudes

Inserito da iopensa il Mer, 2004-10-06 22:58

Sono andata a visitare attitudes, ma lo spazio espositivo era in allestimento per la prossima mostra che aprirà il 23 ottobre e sarà Situations Construites sui 10 anni di attitudes. Ho incontrato i due direttori di attitudes Jean-Paul Felley e Olivier Kaeser. Ho parlato un momento con Jean-Paul Felley. Ginevra, 6 ottobre 2004.

www.attitudes.ch
Tanto per cominciare veramente sconcertante e stupefacente l’ “attitude”. Sono entrata fuori orario, senza telefonare e senza nemmeno bussare e mi sono diretta verso l’ufficio sorridente come cappuccetto rosso. Sono stata accolta con altrettanto fiabesco benvenuto. Ho spiegato che collaboro con diverse riviste e che sto facendo uno studio sulla situazione dell’arte contemporanea a Ginevra. Poi ho aggiunto che collaboro anche con Multiplicity da qualche tempo e che loro mi avevano parlato di attitudes. Il collegamento con Multiplicity sicuramente deve aver permesso di collocarmi in modo un po’ più chiaro (raccomandata?), ma sono convinta che sarebbero stati altrettanto accoglienti e gentili se avessi detto loro che ero una barbona. Commovente, sono fenomeni estremamente rari nel campo dell’arte contemporanea e a Ginevra in generale. Di solito quando mi presento da qualche parte ho immediatamente l’impressione che la gente pensi “eccola, un’altra piccola immigrata meridionale che viene a rubare la nostra ricchezza”. Forse se dicessi cose come “Ma tu di che attinenza sei?” oppure “Ho comprato alla migros dell’agnello in azione” penserebbero che sono una di loro e mi tratterebbero con più rispetto. Eppure sono svizzera. Proprio svizzera-svizzera da secoli. Svizzera e ginevrina come ce ne sono poche. Veramente poche. Ma da attitudes ho avuto l’impressione che potevo pure essere un po’ quello che volevo che mi avrebbero comunque dato le 18 copie in arretrato del loro giornale.

Chiacchierando ho saputo che: – vorrebbero lavorare ora su progetti un po’ più grande. In che senso ho domandato io. Prima facevamo progetti di una sera, un week-end, una settimana, che richiedevano tantissimo lavoro e che lasciavano poco, a parte noi distrutti. Magari progetti da 100-500 euro. Ora vogliamo concentrarci su meno eventi ma di più ampio respiro e vogliamo lavorare sulla ricerca di finanziamenti prima della realizzazione. – Abbiamo pochi soldi. Passiamo il tempo a cercare finanziamenti. Tutti usano le stesse espressioni, ma non avere soldi può avere significati molto diversi. Se il Museo di Arte e Storia della città di Ginevra dice di non avere soldi è vero che non riesce ad organizzare esposizioni temporanee, ma ha comunque un budget annuale di una certa grandezza e 40 persone impiegate all’interno della struttura. Se lo diciamo noi la cosa è diversa: non abbiamo un organico stipendiato e anche la nostra assistente appena assunta è comunque a tempo determinato. Non avere soldi per noi significa far fatica a pagare l’affitto. – E’ vero che in Svizzera ci sono molte possibilità di finanziamenti, ma una fondazione può anche darti 5.000-10.0000 euro di sostegno all’anno. Si tratta di cifre molto piccole in un budget annuale. Quindi bisogna chiedere a tantissimi finanziatori e ad ognuno bisogna presentare un dossier nei tempi richiesti. Anche i finanziatori che da diverso tempo ci sostengono richiedono comunque che si presenti il dossier e si segua la procedura.

Mi hanno dato il catalogo Buenos Dias Buenos Aires: arte contemporáneo suizo (Museo de Arte Moderno de Buenos Aires, 27/11/2003-25/01/2004). Ho dato un’occhiata alla presentazione e alle opere, ma dalle immagini pubblicate non le ho trovate galvanizzanti.

Finanziamenti
I finanziamenti cambiano di anno in anno

Office Fédéral de la Culture
Ville de Genève – Département des affaires culturelles
JTI
Pour-cent culturel Migros
Rampini & Cie
Hanno anche un’associazione degli amici di attitudes per raccogliere fondi (con quote di 30.- 100.- 500.- e 5000.- CHF).