Medhat Shafik, Milano 1999

Inserito da iopensa il Mar, 1999-04-13 23:08

Intervista a Medhat Shafik. Milano 13 aprile 1999.Commenti sull’ultima Biennale del Cairo: 15/12/1998-15/02/1999

Organizzazione della Biennale

La Biennale è organizzata da tre organi: il comitato scientifico, il comitato internazionale(giuria) con il presidente. La lingua adottata è l’inglese. Non pagano per il trasporto delle opere.

Critici

Hanno partecipato alla Biennale del Cairo:
Arturo Carlo Quintavalle, Elena Pontiggia, Floriano de Santi, Bonito Oliva, Luciano Caramel, Carmelo Strano (L’Altra Arte Contemporanea, Mazzotta), all’interno della giuria o come critici presenti.

Artisti

Presenti artisti che lavorano in Egitto (molti hanno cariche all’interno di istituzioni egiziane)
Kosoth: concettuale statunitense che vive a Milano.
Sydia Reyes: venezuelana con installazioni pulite che profumano di foresta.
Mansour: palestinese con opere su pannelli di creta.
Luber: svizzero che ha stupito attaccandosi ad una palma in modo misterioso e sicuramente originale.
Fratelli Annushikati

Artisti Egiziani già affermati

Selîm: (tel. +20.2.340.82.11) commissario generale della Biennale del 1998 e direttore del Centro dell’Arte;
Taha Hussein: fu presidente del sindacato degli artisti, molti importante in Egitto.
El Gebali
Touni
Newār Farghaui Aboel Hafiz: il solo egiziano alla Biennale di Venezia del 1993 con una personale e fu direttore delle Belle Arti del Cairo. Ora al Centro Nazionale delle Arti, settore musei e antichità. Ha lo studio a Menze (?) sotto una delle prime piramidi.
Farouk Wahba: consigliere culturale per il Centro Culturale Egiziano di Vienna.
Mustafa El Razziz: presidente della commissione artistica per la selezione e prossimo commissario per la Biennale di Venezia.

Criteri di selezione e premiazione delle opere alla Biennale del Cairo

Le opere presenti erano quasi solo installazioni. La scultura esiste anche al Cairo ma senza grandi risultati.
“desiderio di pluralità d’espressioni” “desiderio di internazionalità”. Il desiderio della commissione scientifica era probabilmente di premiare stili differenti e mostrare opere che fossero totalmente diverse, totalmente degne di riconoscimenti (compreso un quadro figurativo che riteneva meno degno di un disegno di Jaco Vitti). Ora è necessario specializzarsi, limitando il campo. Il gusto e il bisogno di specializzarsi (sempre dettato dal gusto) sono elementi necessari sia nella critica che nell’esecuzione di opere.

Mercato in Egitto

La situazione somiglia a quella italiana degli anni Sessanta. Ci sono poche gallerie. All’interno del Centro dell’Arte, lungo il Nilo, vengono organizzate varie esposizioni. Gallerie Mashrabia gestita da Stefania moglie dell’artista Adel El Siwi.
E’ molto difficile se non impossibile vivere come artista, è quindi necessario fare altri lavori insieme, insegnare, collaborare con le istituzioni…

Elementi che possono unire la Biennale del Cairo con quella di Dakar:
I paesi emergenti hanno in comune la situazione del mercato e la ricerca di informazioni. Nei paesi emergenti il collezionismo è possibile.

Rapporto con l’Occidente

C’è un forte desiderio di appropriarsi della contemporaneità. Il bagaglio locale è inevitabile.
L’Occidente ha bisogno di “altro”, come a conclusione di un ciclo. Ci sono crisi cicliche e allo stesso tempo il bisogno di arricchirsi è la costante del mercato. L’Africa è una soluzione al bisogno del mercato: qualità a costi concorrenziali.
“sete di occidente”, “desiderio di appropriarsi della contemporaneità”: ci sono degli artisti e dei critici che servono da elemento cerniera. C’è il rischio di citare continuamente, ma il bagaglio culturale accompagna.