William Wells, Il Cairo 2001

Inserito da iopensa il Dom, 2001-03-11 22:22

Intervista a William Wells responsabile della Galleria Townhouse Gallery del Cairo www.thetownhousegallery.com. Intervista realizzata al Cairo l’11 marzo 2001. Appunti.La galleria è stata aperta due anni e mezzo fa. William Wells aveva una galleria a Londra e poi ha vissuto a lungo al Cairo. Meditava di aprire una galleria da tempo ma il progetto è stato realizzato dopo che gli era stata commissionata l’apertura di una scuola d’arte in Arabia Saudita.

La galleria è nata con il desiderio di far partecipare gli egiziani della zona.
L’attenzione è verso l’elemento sociale e umano.

Oltre alle esposizioni degli artisti, la galleria organizza corsi di arte soprattutto per adulti. I corsi sono organizzati per piccoli gruppi e molte persone hanno manifestato il desiderio di conoscere di più sull’arte, per un interesse personale e anche per arricchirsi professionalmente. La galleria è rimasta aperta durante l’estate per offrire a dei ragazzi dei corsi d’arte, le opere prodotte durante il corso sono poi state esposte nella galleria. L’anno scorso è stata organizzata anche un’esposizione per bambini di strada, in collaborazione con un centro diurno.

Il nazionalismo è un tema molto sentito in Egitto, che crea diversi problemi di giudizio. William è stato spesso accusato di togliere l’identità egiziana ai suoi artisti, incoraggiandoli ad utilizzare nuove tecniche. Spesso le esposizioni di artisti stranieri che abitano al Cairo vengono commentate con “uno straniero non può dipingere l’Egitto”. Queste osservazioni appaiono così fuori luogo quando si osserva che il Cairo è una città realmente cosmopolita, per la storia che ha avuto e per il continuo flusso di stranieri che si trasferiscono nella città.

La galleria non lavora con le istituzioni. Gallerie ed istituzioni sono infatti slegate e seguono traiettorie diverse. Adesso c’è un problema delle nuove generazioni che devono conquistare il loro spazio nelle grandi esposizioni pubbliche. Moataz Nasr è forse l’artista più rappresentativo di questo conflitto e rappresenta l’anello di congiunzione tra i due gruppi generazionali.

E’ stato organizzato uno scambio di artisti con il Libano. I 6 artisti che espongono durante Al Nitaq sono gli artisti che esporranno in Libano e la Townhouse Gallery esporrà sei artisti libanesi.

Gli artisti che la galleria presenta durante al Nitaq sono molto diversi tra loro ed accomunati forse solo dall’età: appartengono circa alla stessa generazione, sotto i 40 anni. Esiste nella loro produzione un elemento “egiziano”: anche se le loro origini sono diverse, anche se hanno vissuto in altri paesi, questi artisti sono legati al Cairo, conoscono la città e nelle loro opere i riferimenti all’Egitto sono forti.

Artisti della galleria

Gli artisti che la galleria espone sono artisti che vivono almeno da 6 mesi al Cairo. La lingua di questi artisti è internazionale ma i temi sono locali. Viaggiare, studiare all’estero sono poi elementi che arricchiscono gli artisti, sempre.