La rivista satirica "Le Popoli" e generazione YO'O di Douala

Inserito da iopensa il Lun, 2004-03-22 22:39

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Titolo: “Le Popoli”
Media: Rivista satirica con fumetti e caricature
Lingua: Francese
Autore: Nyemb Popoli (caricaturista e direttore della rivista)
Nazione: Camerun

Contenuti analizzati: la generazione YO’O di Douala, la censura in Camerun, l’impegno e la partecipazione politica, il fumetto africano

Analisi a cura di Iolanda Pensa

La rivista satirica “Le Popoli”

Storia della rivista


La rivista “Le Popoli” nasce il 27 maggio 2003, giorno in cui il direttore Nyemb Popoli – insieme a tutta la sua redazione – dà le dimissioni da “Le Messager Popoli” per fondare una rivista indipendente. Le storie di “Le Messager Popoli” e di “Le Popoli” sono strettamente connesse con la vita del fumettista Nyemb Popoli.

Distribuzione


La rivista “Le Popoli” è distribuita essenzialmente a Douala, dove è prodotta. Ha una tiratura tra i 7000 e i 10000 esemplari e costa 300 franchi CFA (meno di 50 centesimi di euro), un prezzo comune a quasi tutti i giornali camerunesi.

Target


“La rivista ha dei lettori fedeli: è un giornale di famiglia. Sono soprattutto le donne che la comprano e poi la legge tutta la famiglia, dai genitori ai figli” – racconta Nyemb Popoli.

Responsabili

Direttore della pubblicazione: Nyemb Popoli
Direttore artistico: El Pacho
Caporedattore: Dovan A. Bogning
Grandi reportage: Salomon Kond
Redazione: El Pacho, Dovan A. Bogning, Salomon Kond, C. Afana, F. Ribana, Raïssa.
Stampatori: Macacos – BP. 179 Douala, Tel. 343 27 26, fax 343 03 66, e-mail macacos@camnet.cm
Distribuzione: MessaPresse – BP. 759 Douala, tel. 342 36 91, fax 342 09 48, e-mail messapresse@camnet.cm

Nella redazione di “Le Popoli” lavorano undici persone: sette si occupano della redazione e quattro sono caricaturisti e realizzano i reportage. Il giovedì inizia la settimana: si analizzano le riviste del martedì e del giovedì, si controllano le notizie e gli eventi per la settimana successiva e si fa il menù delle inchieste, distribuendo gli incarichi.

Finanziatori


La rivista “Le Popoli” è pubblicata dall’editore “Chauve Souris”. La sua precedente edizione “Le Messager Popoli” faceva parte del gruppo “Le Messager”, diretto da Pius Njawe.

La rivista ha poca pubblicità, perché in Camerun la pubblicità nelle pubblicazioni è ancora poco sviluppata. Occasionalmente Nyemb Popoli organizza dei seminari e la rivista accoglie anche dei volontari internazionali. Per esempio un collaboratore svedese ha fatto uno stage di tre mesi nella redazione: si occupava della pagina internazionale.

Per saperne di più su “Le Popoli”


“Le Popoli”
Indirizzo: B.P. 11334 Douala Camerun
Sede: 1er Etage Immeuble Cofrelec – Rue Gailiéni (Ancienne Pharmacie Bonadibong)
Tel. Cellulare 986 04 32, fax 342 99 23
E-mail: lepopoli@yahoo.fr

Il sito personale di Nyemb Popoli http://www.wagne.net/cartoon/

Nyemb Popoli

Il protagonista della rivista “Le Popoli” è certamente il suo direttore Nyemb Popoli, affiancato da tutta la redazione.

La vita di Nyemb Popoli tra censura e caricatura

Paul Nyemb detto “Popoli” comincia il suo lavoro di caricaturista nel 1990; all’epoca ha 22 anni e lavora per il giornale “Le Messager”, diretto da Pius Njawe. Nel 1993 promuove la nascita della rivista satirica a fumetti “Le Messager Popoli” di cui è caporedattore. Nel 2003 lascia il gruppo editoriale “Le Messager” e crea come direttore “Le Popoli”. Attualmente Nyemb Popoli collabora anche come volontario per campagne di informazione sull’AIDS e con Ecovox, un trimestrale che si occupa della protezione dell’ambiente.

La vita di Nyemb Popoli è condizionata dalla situazione politica del Camerun e dalle restrizioni sulla libertà d’espressione. I giornalisti delle testate di opposizione subiscono minacce di morte, censura, proscrizione, detenzione arbitraria senza accuse, interrogatori e aggressioni.

«Sono stato il primo a mettere la caricatura politica nel giornale “Le Messager”. Allora le caricature le chiamavano con il mio nome, “les popolis”. Ma spesso la censura toglieva proprio il mio lavoro: se la censura non capisce, taglia.»

«Prima della stampa il giornale doveva essere approvato: le pubblicazioni venivano sottoposte al controllo dei responsabili del governo (il “service de gouvernance”) che con una “X” segnavano gli articoli e le parti che non potevano essere pubblicate. La mattina dopo i giornali ne portavano i segni: dei quadrati e dei rettangoli bianchi per far vedere alla gente che la pubblicazione era stata censurata.»

«Ho avuto problemi di censura. Sono stato arrestato per un mese, ma poi mi sono detto “non posso avere paura”. Nel 1992 ha pubblicato un libro, ma sono dovuto scappare perché era stato pubblicato senza l’autorizzazione della censura. Nel 1996 sono stato accusato di aver insultato il capo di stato. Quando ricevi un accusa del genere non ci sarà mai un avvocato pronto a difenderti. Il redattore capo che ha pubblicato la vignetta è stato condannato a un anno di carcere mentre ad un altro redattore sono stati dati 6 mesi. Nel 1998 ho ricevuto aggressioni fisiche da persone “non identificate” e sono partito dal Camerun. Oggi c’è una forma più perniciosa di censura. La polizia mi considera un delinquente. Nel 2002 sono stato insultato e picchiato da più di 12 poliziotti. Certo, abbiamo protestato, ma ormai il male era stato fatto.»

«Oggi la censura si trasferita. La giustizia non è ancora libera. Più si avvicinano le elezioni e più il clima si fa teso. La stampa fa quello che deve essere il compito dell’opposizione: protesta contro la situazione. Per ora hanno già sospeso 2 radio.»

[Intervista a Nyemb Popoli, Douala 29/11/2003]

Per saperne di più sulla censura e la libertà di stampa

Cartoonists Rights Network è un’organizzazione diretta da Robert Russell che si occupa specificatamente della libertà d’espressione dei caricaturisti.

Reporters Sans Frontières è organizzazione basata a Parigi che offre notizie e resoconti annuali sulla libertà di stampa in tutte le zone del mondo.

CPJ – Committee to Protect Journalists è organizzazione basata a New York che offre notizie e resoconti annuali sulla libertà di stampa in tutte le zone del mondo.

La rivista “Le Popoli” e i giovani: essere giovane e cittadino in un mondo di culture

La rivista satirica “Le Popoli” rappresenta i giovani in due modi.

1. Caricatura. Attraverso la caricatura “Le Popoli” crea un personaggio “giovane”. Il ritratto è uno stereotipo, una sintesi di tutte le caratteristiche “giovani” estremamente riconoscibili. Ovviamente si calca la mano sugli aspetti superficiali: il look da musicista rap, la pettinatura all’ultima moda, il linguaggio slang, il riferimento alle star del momento. La rappresentazione caricaturale dei giovani è dunque un’icona che non ha la pretesa di essere realistica.

2. Contenuti. “Le Popoli” rappresenta i giovani attraverso i suoi contenuti. Questa rivista satirica è infatti molto letta dai giovani: si indirizza soprattutto ai ragazzi istruiti e cittadini che essenzialmente abitano a Douala. Il ritratto dei giovani che appare dai contenuti della pubblicazione è molto diverso dalla rappresentazione caricaturale. “Le Popoli” parla ad un pubblico interessato agli eventi nazionali e internazionali, che è stanco di vivere in una società corrotta e violenta, che è insoddisfatto del sistema politico al potere e che è interessato alle violazioni dei diritti umani. Allo stesso tempo è un pubblico giovane che vuole divertirsi, che vuole ridere della goffaggine del sistema nazionale e che è curioso di conoscere gli ultimi pettegolezzi sulle star del calcio, della musica e dello spettacolo.

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Non solo look: la generazione YO’O di Douala

Pantaloni larghi e scivolanti verso il basso, scarpe da ginnastica enormi, collane e orecchini, mani in tasca, indumenti da giocatore di basket, slang anglofono e camminata al ritmo di un cool rap. La generazione YO’O di Douala è il ritratto della globalizzazione, quanto meno dal punto di vista del look.

“E’ la generazione liberata, la generazione che vive la vita fino in fondo, spontaneamente” – mi racconta la giornalista Danielle Nomba – “ma ora è finita anche quella, ora ci sono solo gli affari”. Il Camerun è uno dei paese più corrotti del mondo secondo l’organizzazione tedesca Trasparency International. “I giovani si interessano soltanto al futile, non all’essenziale” – continua Danielle Nomba – “la gente vuole solo mangiare, bere, comprare lo champagne, il fuoristrada e il livello dell’educazione intanto continua a rimanere basso”. Danielle Nomba è una giovane giornalista de “Le Messager” che si occupa in particolare di cultura; nel 2003 ha vinto il premio giornalistico di Reporters Sans Frontières con un articolo sulle tribù pigmee del Camerun.

La visione pessimistica di Danielle Nomba sui giovani del suo paese è molto diversa dal ritratto generazionale presentato dalla rivista
Afrique Magazine nel dossier “scoperta” di marzo 2003. I ragazzi YO’O di Douala sono descritti come giovani pieni di iniziativa, dinamici e volenterosi. Sognano guardando la TV di diventare musicisti o calciatori (il Camerun è celebre per la sua squadra Lions Indomptables), ma anche di occuparsi di giornalismo, animazione, pubblicità, nuove tecnologie, moda o di inserirsi nel mondo dell’industria e degli affari.

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Douala è la città giusta, la più vivace economicamente del Camerun e dove tutti sono all’opera, come giardinieri, muratori, mototassisti, tuttofare, commercianti… La Maison des Jeunes et des Cultures – sostenuta dalla diocesi di Douala e dal COE – Centro Orientamento Educativo – cerca di supplire ad alcune lacune del sistema scolastico nazionale offrendo una biblioteca, un’emeroteca e una sala video e permettendo ai giovani di seguire dei corsi professionali o semiprofessionali di giornalismo, animazione, musica, teatro, danza, arti visive e sport. Il ragazzi del centro sono anche gli autori di un giornalino murale per il quale scrivono articoli e producono disegni e fotografie.


Il linguaggio di “Le Popoli”

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“Le Popoli” ha il formato di un quotidiano tabloid che è comune a tutti i giornali camerunesi. Ha 12 pagine ed è pubblicato con due colori nero e rosa. Il rosa è utilizzato per dare enfasi alla prima e all’ultima pagina e per alcuni titoli all’interno della pubblicazione.

La struttura della pubblicazione è piuttosto regolare. Il martedì ci sono cirrca 3 pagine di politica, 1 di cronaca, 4 di società, 1 di sport e 1 con le star. Il giovedì invece ci sono circa 2 pagine di politica, sempre 4 di società, 2 di economia, 1 intervista e 1 pagina sulle comunità (chiesa e famiglie).

“Le Popoli” alterna fumetti, vignette, articoli e disegni. Lo stile dei disegni varia a seconda degli autori, ma è comunque sempre estremamente semplice e diretto. I personaggi noti – protagonisti politici e star dello spettacolo – sono ritratti in stile caricaturiale.


Il fumetto in Camerun

Fescarhy/Fescary è il Festival annuale della Caricatura e dell’Humour di Yaoundé, Camerun. irondel2002@yahoo.fr – Prossima edizione prevista dal 26 aprile al 01 maggio 2004

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“King BD” giornalino autoprodotto a fumetti con la storia Aviateur – Les avions de nuit di King Valmiller (numero 4).
Prezzo. 100 FCFA
Indirizzo: Douala, tel. (237) 340 43 24, tel. cellulare (237) 783 60 46

Il fumetto in Africa

L’Africa a fumetti è varia, sorprendente, eclettica e polifunzionale: intrattiene, diverte, illustra, educa, denuncia, infastidisce, pubblicizza ed ovviamente informa. Ma se il nostro Tex Willer ci porta nel selvaggio West, non aspettiamoci che i fumetti africani ci portino solo in Africa.

Le riviste satiriche africane e il ruolo di denuncia del fumetto

Le pubblicazioni satiriche africane sono numerosissime. A volte si tratta di riviste con pubblicazione regolare – come nel caso di “Le Popoli” del Camerun, “Le cafard libéré” del Senegal, “Gbich!” della Costa d’Avorio o di “Le Journal du Jeudi” del Burkina Faso – ma a volte sono solo dei fogli stampati alla buona e distribuiti per strada per pochi soldi. Kinshasa – oltre ad essere la capitale della Repubblica Democratica del Congo – è anche la capitale di questi giornaletti. Massimo Repetti, esperto di fumetto africano, li ha paragonati alle “radio di marciapiede”, le radio improvvisate e umoristiche molto diffuse sul continente, che spesso informano più delle emittenti e delle pubblicazioni governative. Tutte le pubblicazioni satiriche hanno una forte funzione di denuncia, nonostante in alcuni casi si limiti a semplici caricature dei politici.

Un esempio molto significativo del ruolo di denuncia del fumetto africano è offerto dal Sudafrica Con lo sviluppo dei movimenti anti-apartheid, negli anni Ottanta impegnarsi diviene per molti artisti un imperativo. Nasce la stampa alternativa (con quotidiani come “Weekly Mail” poi divenuto Mail & Guardian) e anche lo stile dei disegnatori asseconda la situazione di tensione e guerra del paese diventando graficamente violento. Con l’inizio degli anni Novanta e la fine dell’apartheid emergono nuovi autori e nuovi modi di usare le immagini, ma la denuncia sociale non viene meno. Mentre il vignettista Zapiro crea la più celebre caricatura di Nelson Mandela che – con i suoi zigomi alti ed il suo sorriso smagliante – è ancora oggi un’icona nazionale, la striscia Madam & Eve (di Rico, Francis e Dugmore) gioca sul rapporto tra una signora bianca e la sua colf nera, ridendo degli stereotipi, dei problemi di convivenza e del razzismo quotidiano di molte famiglie sudafricane; la striscia Sloppy (del disegnatore di colore Mogorosi Motshumi) racconta la vita e le difficoltà delle township nere inserendo all’interno delle sue storie messaggi educativi; “Bitterkomix” di Anton Kannemeyer e Conrad Botes (1989-2001) è una pubblicazione underground, satirica, violenta e spudorata che ancora oggi ha un enorme influsso sui giovani disegnatori, nello stile ma anche per la libertà d’espressione introdotta dai suoi spietati autori.

Altri usi del fumetto

Per la sua immediatezza e il suo successo tra i giovani, il lavoro dei disegnatori viene anche usato per campagne di informazione su agricoltura e salute (come per la prevenzione dell’AIDS) e per progetti educativi. La casa editrice sudafricana “Storyteller Group” ha per esempio pubblicato fino al 1994 libri a fumetti che incoraggiavano un apprendimento più piacevole e accessibile delle scienze naturali, dei temi della sessualità e delle storie dei narratori nazionali. L’immagine è in effetti un efficace strumento di comunicazione, in particolare in un continente in cui l’analfabetismo è estremamente diffuso e in cui poche persone sono abituate a leggere.

Ma le vignette e i fumetti africani non sono necessariamente educativi. Gli elementi reali si uniscono alla fantasia, alle esagerazioni e ai paradossi. Nelle tavole dei disegnatori convergono influssi da tutto il mondo: riferimenti alle telenovelas, ai cartoni animati giapponesi, al cinema, alla letteratura; le tecniche delle scuole di fumetto francese, belga, statunitense, britannica, giapponese ed i modelli underground invadono il continente senza nessun ordine e si uniscono liberamente al gergo popolare, alle lingue dialettali e alle espressioni prese in prestito dall’inglese e dal francese.

Per saperne di più sul fumetto africano

Africa e Mediterraneo è una rivista e un’associazione che promuove il fumetto africano attraverso le ricerche di Massimo Repetti, il premio “Africa Comics” ed i suoi progetti internazionali e nazionali: laboratori con i disegnatori africani, esposizioni, seminari, pubblicazioni pedagogiche, cataloghi e album.

Mamba Comix è una rivista che racconta le novità dei fumetti sudafricani grazie al lavoro del Durban Cartoon Project, il progetto nato nel 2002 per promuovere e facilitare il lavoro dei disegnatori locali.

Coco Bulles è il Festival Internazionale del disegno per la stampa e del fumetto di Grand-Bassam, Costa d’Avorio. olvisd@yahoo.fr Prossima edizione prevista per il 2005.

Centre Africain de la Caricature è un centro culturale di Kinshasa che promuove la caricatura e che organizza il Karika’fête. 1bis rue Lukenie, quartier Yolo Nord, Kalamu Kinshasa – Tel. ++243 99 35 229 – centrafcar@yahoo.fr

Associazione ACRIA – Atelier de crèation, recherche et inititation à l’art sono gli organizzatori del Salone africano del fumetto e della lettura per i giovani. 98 rue Luima Commune de Bandalungwa, B.P. 14 437 Kin. 1 Kinshasa – e:mail : acria_b_d_kin@hotmail.com

Camerun

La capitale politica del Camerun è Youndé. Douala può essere considerata la capitale economica del paese.

Popolazione

Il Camerun ha una popolazione di circa 16 milioni di persone [fonte Nazioni Unite, 2003]. Circa il 42,3% della popolazione ha tra i 0 e i 14 anni; il 54,5% tra i 15 e i 64 anni e solo il 3,2% ha dai 65 anni in su. L’aspettativa di vita è circa 48 anni. [Fonte: stima per il 2003 della CIA http://www.cia.gov/]

Religione

Circa il 40 % della popolazione pratica l’animismo e le religioni indigene, mentre circa il 40% è cristiano e il 20% musulmano.

Lingue nazionali


Le lingue ufficiali del Camerun sono il francese e l’inglese.

Alfabetizzazione


Circa il 79% della popolazione può leggere e scrivere.

Storia del paese


1960 (1 gennaio) indipendenza dalla colonia francese.
1982 (6 novembre) Paul Biya al potere.

Governo


Il Camerun è una repubblica con un regime presidenziale pluripartitico. L’opposizione è stata legalizzata nel 1990, ma il potere resta essenzialmente nelle mani del partito del presidente Paul Biya. Il diritto di voto è a partire dai 20 anni.

Per saperne di più sul Camerun

Il Consolato Onorario della Repubblica del Camerun di Torino offre informazioni sul paese in italiano e indirizzi di associazioni camerunesi in Italia.

Fabian Nji Lang, Camerun, Edizioni Pendragon, Bologna, 1998, pp. 92. Introduzione al Camerun con notizie storiche, politiche, economiche, sociali e culturali.

I mezzi di comunicazione in Camerun

Stampa

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“The Humorist” – The People Satirical Newspaper
Rivista satirica diretta da Lambert Eyabi
Lingua: Inglese
Prezzo: 300 FCFA
Indirizzo: Buea, tel. 749 58 29, e-mail ekasart2001@yahoo.com



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Le Messager
Giornale indipendente diretto da Pius N. NJAWE e con il caricaturista Nyemb POPOLI
Periodicità: bisettimanale: lunedì e giovedì
Lingua: francese
Prezzo: 300 FCFA (in Africa 375 FCFA e in Europa 18 FF)
Indirizzo: BP 5925 Douala, tel. (+237) 342 04 39, tel./fax (237) 343 63 37



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Cameroon Tribune
Giornale di Stato diretto da Marie Claire NNANA e Shey Peter MABU
Una pubblicazione della “Société de Presse et d’Edition du Cameroun” (SOPECAM)
Periodicità: dal lunedì al venerdì
Lingua: francese e inglese
Prezzo: 200 FCFA
Indirizzo: BP : 1218 Yaoundé – Cameroun (sede: Immeuble SOPECAM, route de l’aéroport), tel. (+237) 230.41.47 – 230.36.89 – 230.41.48, fax (+237) 230.43.62
E-mail: cameroon-tribune@cameroon-tribune.cm



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Le Quotidien Mutations
Giornale indipendente diretto da Haman MANA (caricaturista Gaby)
Gruppo editoriale: Protais AYANGMA AMANG e Maurice KAMTO, South Média Corporation
Periodicità: dal lunedì al venerdì
Lingua: francese
Prezzo: 300 FCFA
Indirizzo: BP 12348 Yaoundé (sede: 183 rue 1.055, Place Repiquet), tel/fax : (+237) 222 51 04 – (+237) 222 96 35
E-mail: contact@quotidienmutations.net



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“La Nouvelle Expression”
Giornale indipendente
Indirizzo: BP 15333 Douala, tel. 43 22 27, fax 43 26 69 (sede: 12 rue Prince de Galles, di fronte Camer Industriel)
Periodicità: bisettimanale (martedì e venerdì)
Prezzo : 300 FCFA

“L’Indépendant Hebdo”
Giornale indipendente fondato da Ndzana SEME e diretto da Evariste MENOUNGA
Periodicità: settimanale
Prezzo: 300 FCFA

“Le Quotidien”
Giornale indipendente diretto da D. ATANGANA, D. SOUOP e J.P. KENNE
Editore: A.C.G.S.F.
Periodicità: lunedì, mercoledì e venerdì
Prezzo: 200 FCFA
Indirizzo: tel. 39 11 89, fax 39 15 15

The Harald Newspaper – The First Cameroonian Anglophone Journal
Giornale indipendente di Boniface FORBIN PRESS OFFICE
Indirizzo: B.P. 3659 Yaoundé, tel. +237 231.84.97 fax +237 231.84.97
E-mail : contact@heraldnewspaper.net

Radio

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CRTV (radio di Stato)

Numerosissime radio private tra le quali Radio Reine (radio cattolica)


Televisione

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CRTV (televisione di Stato)
TV Max (televisione privata)
ATV (televisione privata)


Per saperne di più sui mezzi di comunicazione in Camerun

In generale sui mezzi di comunicazione nel mondo