Articolo. Nuove tecnologie a Dakar

Inserito da iopensa il Lun, 2003-09-01 12:00

Versione originale di Senegal on-line: Internet invade Dakar in “Africa”, n. 5, settembre-ottobre 2003, pp. 5-7.

Un tempo nella capitale del Senegal i computer erano soprattutto un simbolo di lusso. La ricchezza si ostentava sulla scrivania, mostrando macchinari occidentali spenti, ma ben spolverati e lucidi. Pochi sapevano come usarli, pochi si arrischiavano a rovinarli e pochi possedevano un’attrezzatura realmente funzionate. Oggi l’informatica è parte della vita di Dakar: i computer sono accesi e nuovi cybercafé, centri di formazione e spazi multimediali hanno aperto le loro porte. Il grande cambiamento è avvenuto circa tre anni fa ed è ben visibile. Passeggiando per le strade si incontra un punto di accesso a Internet quasi ad ogni isolato e, facendo la coda per usare un terminale, ci si accorge di quanto siano numerosi i clienti. Bastano 500 franchi CFA per usare una macchina e 500 franchi CFA non sono inaccessibili: è il prezzo di due quotidiani senegalesi, è meno del costo di un chilo di banane o di una coca-cola. I più vivaci frequentatori di questi nuovi spazi sono i giovani: studenti ed ex-studenti. Usano i computer per preparare ricerche e scrivere curriculum vitae, per stampare progetti e compilare bilanci, per cercare informazioni, leggere i quotidiani esteri e aggiornarsi nel proprio settore. La posta elettronica e le chat (ovvero gli spazi virtuali dove si può comunicare in tempo reale) sono amatissime: si scrive all’amico che abita a Bergamo, al parente che lavora a Brescia o al cugino che si è trasferito a Pisa; si cercano nuovi contatti, si chiacchiera con sconosciuti o si rincontrano le vecchie conoscenze.

Il funzionamento dei pinti di accesso a Internet non è poi così diverso dal funzionamento dei centri telefonici già molto diffusi in Senegal: esattamente come nei centri telefonici, la gente va al cybercafé (dove spesso trova anche un telefono, il fax, la macchina fotocopiatrice e delle bibite), saluta gli amici, chiede aiuto agli addetti, spende pochi soldi e poi se ne va. Comprare un computer e collegarsi a Internet da casa sarebbe un’operazione decisamente più complessa. Tanto per cominciare il materiale hardware (ovvero monitor, tastiera, case e tutto il necessario…) è molto più caro che in Occidente, dove è prodotto; per poter comprare il computer è necessario affrontare un investimento iniziale significativo, condividerne i vantaggi con parenti e vicinato (pesante consuetudine locale), occuparsi della manutenzione, risolvere da soli i problemi tecnici e soprattutto assistere al rapido ed inesorabile invecchiamento della macchina. Perché i computer invecchiano molto prima delle persone: nel giro di tre anni sono decisamente anziani, nel giro di cinque sono vecchi e dopo dieci sono clinicamente morti. I cybercafé risolvono quindi molti problemi individuali ed i finanziamenti internazionali e locali hanno promosso la loro nascita. Il Ministero della Gioventù del Senegal ha offerto per esempio prestiti agevolati per sostenere le attività private gestite dai giovani: uno sforzo per diminuire il tasso di disoccupazione e allo stesso tempo un’operazione che ha indirettamente permesso lo sviluppo di Internet. “Molti cybercafé sono stati aperti negli ultimi anni” – spiega Diadji Diop, responsabile dell’Espace Guissané – “ma molti altri stanno chiudendo. Il problema è che è difficile coprire i costi di gestione soltanto con Internet”. L’Espace Guissané (B.P. 19217 Pikine – Guediawaye guissane@sentoo.sn) è il primo centro di informatica di Guediawaye, un immenso quartiere periferico di Dakar, che non offre molto per i giovani: c’è un campo di calcio, ci sono piccoli negozi e qualche ristorante, ma non ci sono biblioteche, né librerie o centri giovanili. Tre anni fa Diadji Diop ha così aperto le porte del centro insieme a Thierno N’Diaye, direttore del “Centre de Sauvagarde de Pikine-Guediawaye”, una struttura di assistenza per ragazzi in situazioni difficili. Un finanziamento dell’Agenzia Intergovernamentale per la Francofonia ha permesso l’acquisto dei computer, dei telefoni, di una macchina fotocopiatrice nonché la connessione in rete. Diadji Diop, insieme a due collaboratori, gestisce lo spazio, offre assistenza ai clienti e li segue durante i corsi di informatica. Coprire i costi della connessione, della manutenzione, dell’elettricità e dei macchinari con soltanto 500 franchi CFA per computer all’ora è però difficile ed il centro si aiuta con il servizio di telefono, le fotocopie e con i corsi di formazione. In particolare i corsi di informatica hanno molto successo: con tre o quattro lezioni i ragazzi imparano ad utilizzare la posta elettronica e cominciano a divertirsi navigando in rete. “Il sabato sera la formazione è gratuita” – racconta Diadji Diop – “visto che è l’unico momento in cui i computer sono meno occupati”.

Internet è senza dubbio una moda, ma è anche un efficace strumento di informazione, di comunicazione e di ricerca. In un paese come il Senegal, dove il 58% della popolazione ha meno di vent’anni, dove i libri sono estremamente costosi e difficili da reperire, dove la posta è lenta e dove le possibilità per uno studente di viaggiare sono rare, una connessione in rete può essere un reale accesso al mondo, persino nel quartiere periferico di Guediawaye. Resta però il problema dell’invecchiamento delle macchine. Le macchine (ovvero l’hardware) invecchiano; ciò che fa invecchiare così rapidamente le macchine è il contenuto che le fa funzionare e permette di utilizzarle (ovvero il software, composto da un sistema operativo e dei programmi): hardware e software devono essere in sintonia tra di loro e devono essere in sintonia anche con il resto del mondo, altrimenti come si fa a vedere i siti Internet creati da alti? Come si fa ad aprire un documento proveniente da un altro computer?

Il sistema operativo più diffuso a Dakar – come del resto in tutto il mondo – è Windows di Microsoft. Windows è un software a pagamento che ogni due-tre anni viene aggiornato: per poter funzionare, l’ultima versione ha bisogno di essere acquistata e di essere installata su un computer abbastanza potente da sopportare il peso dei nuovi programmi. A differenza della maggior parte dei centri di informatica e dei cybercafé di Dakar che utilizzano Windows, l’organizzazione Ynternet.org ha la peculiarità di promuovere il sistema operativo Linux. La distribuzione Linux è una possibile alternativa a Windows, con il vantaggio di essere libero. I programmi possono essere scaricati da Internet e i computer possono essere utilizzati per più anni, perché si può sempre scegliere di usare i programmi meno potenti. Ynternet.org è nata nel 1998 per promuovere la comunicazione, la cooperazione e l’uso delle nuove tecnologie; il centro offre formazione, assistenza e l’uso di computer in particolare ai responsabili di associazioni giovanili, in modo da fornire gli strumenti per lo sviluppo di nuovi progetti di informatizzazione a livello locale. La scelta di formare responsabili di associazioni giovanili all’uso di Gnu/Linux è un aspetto che ben si colloca nella filosofia di sviluppo a lungo termine dell’informatica in Senegal e che può evitare di creare un accesso alle nuove tecnologie troppo condizionato dai giochi di mercato, condannando l’Africa – ancora una volta – all’arretratezza cronica e al perenne e fallimentare inseguimento dell’Occidente. La distribuzione Linux non offre infatti soltanto prodotti finiti, ma viene anche migliorata e adattata dai suoi utenti; in pratica si basa sull’idea che il fruitore non è solo passivo (compra il sistema operativo, i programmi, legge le istruzioni e li usa), ma è anche attivo (scarica Linux e i programmi da Internet, li sperimenta, li usa, li modifica e poi se vuole li mette on line, dove altri potranno scaricarli): una visione dell’informatica “nuova” anche per l’Occidente stesso.

Arte e nuove tecnologie in Senegal

Anche l’arte in Senegal si è avvicinata con interesse alle nuove tecnologie. Nel 1996 la stilista Oumou Sy ha creato Metissacana, uno dei primi cybercafé del centro della città; la Biennale di Dakar ha finalmente investito nel suo sito e ha organizzato nel 2002 un forum di arte digitale; Kheur Thiossane infine ha aperto le sue porte proprio quest’anno. Keur Thiossane è un centro culturale multimediale nel quartiere Sicap Liberté II. Diversamente da un cybercafé, Keur Thiossane promuove la ricerca innovativa, l’interazione tra discipline diverse (musica, danza, teatro, arti visive…), la cooperazione e fornisce strumenti tecnologici aggiornati. Il progetto è stato finanziato della fondazione canadese Daniel Langlois, in collaborazione con Artfactories (un network di centri culturali multidisciplinari) e Mains d’Œuvres (un centro multidisciplinare nei pressi di Parigi). Prima di diventare uno spazio fisico, Keur Thiossane si è presentato durante la Biennale di Dak’Art 2002 organizzando il progetto d’arte “Une voyante m’a dit…” a cura di Marion Louisgrand e con l’assistenza tecnica di Mathieu Marguerin. L’artista russa Olga Kisseleva ha lavorato per tre giorni con cinque giovani artisti senegalesi della scuola d’Arte. I ragazzi hanno utilizzato per le prima volta macchine fotografiche digitali, hanno rielaborato immagini e hanno montato un video che poi è stato presentato durante il forum multimediale della Biennale e in un’esposizione all’aperto nella Médiana, un quartiere popolare di Dakar. Trenta senegalesi hanno così cambiato il loro sguardo; gli occhi azzurro ghiaccio di Olga Kisseleva sono stati sostituiti digitalmente agli occhi dei volontari fotografati e le immagini sono state quindi unite per formare un suggestivo video.

Internet in Africa

Internet in Africa è un fenomeno in grande espansione, ma ancora essenzialmente cittadino. Secondo l’ITU – World Telecommunication Development report 2002, soltanto una persona su 160 utilizza Internet e, rispetto al resto del mondo, il continente africano è solo all’inizio nello sviluppo e nella diffusione delle nuove tecnologie. Il divario tra i diversi Stati è poi immenso; tra i più “informatizzati” si possono citare Algeria, Costa d’Avorio, Egitto, Ghana, Kenya, Marocco, Senegal, Sudafrica, Tanzania, Tunisia, Zambia e Zimbabwe (Sudafrica e Nord Africa sono però responsabili per più del 70% degli abbonati). In queste nazioni è in forte crescita l’utilizzo della posta elettronica, la produzione di siti ufficiali e l’accesso on line ai mezzi di informazione, in particolare ai quotidiani.