Intervista a Lucien Le Grange

Inserito da iopensa il Lun, 2006-09-25 09:00

Appunti presi durante l’intervista, Cape Town, 25 settembre 2006

“La superficie di Città del Capo è paragonabile a quella di Città del Messico” – mi spiega l’architetto Lucien Le Grange – “È una città frammentaria, atomizzata”. Durante l’apartheid i quartieri venivano isolati. Strade, autostrade, ferrovie, fiumi, montagne e mare partecipavano alla regolamentazione delle aree metropolitane distinguendo settori e caste. Il centro della città era – ed è sostanzialmente ancora – destinato ai bianchi benestanti; i quartieri esterni erano – e sostanzialmente sono ancora – destinati “agli altri”. Le distanze, l’inefficienza dei trasporti pubblici e la povertà rendono difficile muoversi da un quartiere all’altro e permettono di mantenere sostanzialmente immutata una pianificazione urbana inventata per soddisfare le esigenze del regime. Si può tranquillamente restare nel centro di Cape Town senza accorgersi che esiste un vasto mondo al di fuori di quel centro. Sono i tour organizzati alla township che permettono ai visitatori di intrufolarsi in pulmino all’interno di quelli che vengono chiamati con un eufemismo politically correct gli “informal settelments”. Secondo Lucien Le Grange, le infrastrutture, i progetti di comunicazione e di educazione (“i politici non riescono ad immaginare altro” – dice un po’ sconsolato) non fanno altro che consolidare la segregazione, mentre la città avrebbe bisogno di cuciture, di essere ricucita, creando della collaborazioni, cercando nuove soluzioni, incoraggiando scambi tra studiosi e pianificatori. Il governo spera che il mercato risolverà i problemi ma in realtà l’intervento del governo è essenziale. La gente alla fine si arrangia, ma non bisogna romanticizzare le favela. Una nazione di due nazioni: poveri e ricchi. E l’architettura fa lo stesso. Il valore immobiliare è cresciuto di 10 volte in 10 anni. Diventa sempre più difficile. Durante l’apartheid hanno fatto un’operazione chirurgica sulla città. Hanno rimosso anche dei cimiteri, non solo le case. Mancanza di specializzazione dei muratori, carprentieri. Integrare, rilocare. Bisogna esercitare un po’ di pazienza. È un processo molto lungo perché la trasformazione è lenta.