Articolo. I saluti in Senegal

Inserito da iopensa il Lun, 2004-03-01 12:00

Versione originale pubblicata come box di Sulle strade di Pikine: La sorprendente periferia di Dakar in “Africa”, n. 2, marzo-aprile 2004, p. 17.

In Selegal i saluti sono un rituale lungo e fondamentale.

L’operazione – che non dura mai meno di due minuti – si apre con “Na nga def?” che significa qualcosa come “come va?”, ma che in dialetto lombardo trova una migliore e più aderente traduzione nell’espressione “Alüra?”. La risposta è ovviamente “Eeeh… Semm semper chi!” che in wolof (il dialetto più diffuso a Dakar) si dice proprio “Maa ngi fi rekk”, ovvero “sono sempre qui”. Dal personale si passa poi al generale, con una carrellata di domande su parenti, bestiame, mobili e immobili che ovviamente “son sempre qui” oppure “son sempre là”. La litania per gli stranieri che parlano in francese si conclude infine con una nota esotica “Et Paris? Ça va Paris?”. A questo punto, per non interrompere il ritmo, si finisce per annuire con grandi sorrisi, anche se in realtà si abita a Trapani o Vipiteno. La mancanza di una lingua comune rende il rito dei saluti ancora più importante e soprattutto ancora più frequente: appena la conversazione langue ecco che subito qualcuno esclama “Na nga def?”, vivacizzando l’atmosfera e caricandola di nuove aspettative.