WikiAfrica Douala

Inserito da iopensa il Ven, 2007-04-13 14:26

C‘è la corrente, non c‘è la corrente. C‘è la connessione, ma non c‘è l’elettricità. C‘è l’elettricità ma la connessione non sembra funzionare. Accidenti. Le variabili sono più di quelle preventivate.

La connessione wifi invade l’aria, un tavolo supplementare è stato installato nell’ufficio di doual’art, insieme ad una decina di ventilatori che sostengono l’esistenza di macchine e persone. C‘è voglia di sperimentare, curiosità, interesse. C‘è tutto quello che serve, ma non sempre quello che serve funziona. I problemi tecnici – corrente elettrica e Internet – producono rallentamenti e questo caldo, questa coltre di pesante caldo umido, rallenta il calendario. Ma si procede. doual’art procede inesorabile da sedici anni e difficile non farsi contagiare dallo stesso entusiasmo, dalla stessa capacità di superare qualsiasi problema. Hanno rubato il GPS di uno dei partecipanti al workshop? Lo recuperiamo ricomprandolo al ladro. Servono delle interviste con gli amministratori della città? Marilyn Douala Bell passa due giorni al telefono finché non si trova qualcuno disponibile. Fa troppo caldo? Didier Schaub arriva con la prolunga più lunga che abbia mai visto per installare una sala conferenze in giardino. Problemi tecnici o no, si trovano delle soluzioni.

Il primo giorno del workshop Ars&Urbis inizia con una panoramica sul progetto. Cosa vogliamo, cosa faremo, chi siamo. Questo workshop fa parte del di WikiAfrica, un’iniziativa promossa dalla Fondazione Lettera 27 ([fondation letera væn set] – dichiara Marilyn Douala Bell in veste di presentatrice, guardandoci interrogativa aspettando un sorriso che si complimenti per il successo della pronuncia); la Fondazione Lettera 27 sta facilitando l’africanizzazione di Wikipedia, sostenendo la creazione di un network di persone interessate a partecipare e integrare l’enciclopedia libera online e sostenendo l’inserimento di nuovi contenuti.

Ah, ça c’est interessant – mi dice Alioum Moussa guardando il calendario e aggiunge il suo nome a margine della presentazione analitica di wikipedia e WikiAfrica che faremo giovedì: è interessante e viene anche lui a vedere di cosa si tratta. Sono l’incaricata per la presentazione. Ok, cosa dire? Preparo delle immagini fotografando schermate internet per essere sicura che – connessione funzionante o no – si riesca a finire il lavoro. Ma cosa dire? Parlare di cos‘è wikipedia? Parlare di WikiAfrica nel dettaglio? Parlare di come si fa a inserire voci online? Parlare di quale è la sintassi per creare un titolo, una parola in italico e in grassetto, un link? Mmm, complicato. Non ho la più pallida idea di quali siano le cose che si possano dare per scontato e quali no. I partecipanti al workshop sono estremamente diversi gli uni dagli altri.

C‘è chi fa video, chi fotografa, chi ha avviato un centro a Douala per promuovere l’arte digitale. C‘è chi usa esclusivamente il pennello e chi scorrazza tra una tecnica e l’altra. Ci sono anche alcuni dei produttori musicali che abbiamo incontrato durante la nostra giornata tra studi underground a Douala: tutti entusiasti, curiosi, sperimentatori. Di quelli che si scaricano di tutto sul computer e poi passano le notti insonni a giocarci finché una settimana dopo hanno già prodotto quattordici videoclick. Big Boss è un ingegnere, Panie un manager, chissà quanto già ne sanno.

Con la benedizione dell’intera famiglia doual’art e iStrike decido che il vero messaggio da far passare è: “wikipedia inutile che ve lo spieghi, è facilissimo e c‘è scritto tutto online”. L’obiettivo è che tutti quanti se ne vadano a casa con la sensazione che la presentazione era totalmente inutile, perché se vuoi inserire dei nuovi contenuti online o se vuoi integrare o correggere le voci esistenti, non hai bisogno del sostegno di nessuno, puoi fare benissimo tutto da solo e non ti serve certo qualcuno piovuto da Milano che ti spieghi come funziona.

Recupero le mie schermate di wikipedia, aggiungo sulle immagini delle mega freccione gialle e semplicemente mostro che in ogni pagina c‘è già scritto quello che sto dicendo. Cerchi una voce? C‘è uno spazio dove inserire la parola e un pulsante con scritto “cerca”! Vuoi modificare una voce? Ci sono dei link con scritto “modifica”! Vuoi che una parola sia scritta in grassetto? C‘è un pulsante con scritto “grassetto” che ti trasforma la parola in grassetto! Superba come sono passare per un’idiota è sempre un po’ umiliante, ma forse è la penitenza da affrontare per mostrare che le cose sono molto più semplici (e vicine e affrontabili da soli) di quanto non ce le immaginiamo. “Copia incolla” è la più straordinaria tecnica di produzione che sia stata inventata; l’informatica ha generato una modalità di auto-apprendimento che a pensarci ha e sta totalmente scuotendo le gerarchie di chi detiene il sapere e chi lo può trasmettere. Che una mandria di ragazzini nel mondo abbia imparato a creare siti (e a inventare Linux, e google e wikipedia e…) guardando i codici, e cercando di capire come funzionano, dimostra che l’auto-censura e l’auto-asservilmento siano i veri e soli ostacoli al sapere. Attivare diventa quindi l’unico obiettivo. Quello stesso che per secoli imponeva agli apprendisti di fare per essere e diventare, e quello stesso che soprattutto negli ultimi decenni – post-coloniali o per dirla più italianamente post-Riforma Gentile – fa puntare su workshop, tirocini, interviste e studenti-ricercatori (tanto dobbiamo all’antropologia).

Il progetto WikiAfrica Douala si è così strutturato in due direzioni: una legata all’attivazione di doual’art, di iStrike Foundation, dei partecipanti al workshop Ars&Urbis e degli intellettuali incontrati a Douala, ed un’altra legata ai contenuti.

Tutti i contenuti raccolti e prodotti durante il workshop sono al momento in fase di editing e post-produzione (digitalizzazione e montaggio dei video, elaborazione testi, upload su flickr, youtube e del.icio.us, upload sul sito di iStrike) per poter poi migrare su wikipedia. Inizialmente l’idea era di caricare sul sito di doual’art il software MediaWiki, ma la cosa è apparsa a Douala come un po’ complicata. doual’art stava e sta già lavorando al suo sito e forse, almeno ora, la cosa migliore è concentrarsi sui contenti più che su come gestire la messa online. Hanno investito già troppe energie per decidere come farlo e l’operazione sta bloccando la produzione più che facilitarla. Inoltre, un altro problema è che nel loro network in città per ora non c‘è nessun tecnico che possa assicurare l’assistenza necessaria per caricare, aggiornare e sostenere MediaWiki. Così abbiamo deciso di procedere un po’ diversamente. Intanto, prima cosa, è mettere insieme tutta la documentazione di cui disponiamo, poi prepararla (ridotta e convertita nei formati adatti) e poi caricarla su siti aperti, capaci di facilitare la condivisione dei contenuti (flickr, youtube e del.icio.us appunto). Il sito di iStrike Foundation presenterà la documentazione in inglese, mentre doual’art – per ora con il sito che ha già lanciato – in francese. Un po’ come avviene per wikipedia nelle diverse lingue, le due versioni saranno indipendenti e allo stesso tempo comunicanti, in modo da non dover basare tutto il lavoro sulla traduzione quanto su un desiderio di condivisione. In questo modo, con tutta la documentazione accessibile a tutti, verrà fatto l’editing successivo e la selezione dei contenuti che vogliamo per il catalogo cartaceo di SUD-Salon Urbain de Douala. Inoltre, il fatto che il materiale sia disponibile online su due siti che danno il consenso a wikipedia di usare le loro informazioni, permetterà di facilitare la migrazione del materiale su wikipedia, da un lato mantenendo traccia della versione prodotta direttamente dalle due istituzioni e dall’altro dimostrando che le voci non sono inedite (wikipedia non accetta materiale inedito). Il cammino su wikipedia resterà, come è naturale che sia, autonomo e indipendente, facilitato e sostenuto da WikiAfrica Douala e da tutto quello che doual’art e iStrike continueranno a fare. Un progetto di semina, e poi vediamo.