doual'art a Rotterdam

Inserito da iopensa il Lun, 2007-01-29 09:36

doual’art è stata invitata in Olanda dalla Mondriaan Foundation all’interno del Visitors Programme for Foreign Experts. Allo stesso modo è stata invitata in Belgio da IBK. All’interno dello stesso periodo – e dello stesso viaggio – Dunja Herzog è riuscita a preparare anche un programma di visite in Svizzera, a Basilea.

In concomitanza con il programma di visite della Mondriaan Foundation abbiamo organizzato come iStrike in collaborazione con l’associazione Enough Room for Space due incontri. Uno all’interno del Boijmans Van Beuningen Museum grazie al sostegno della curatrice Patricia Pulles e uno nella stessa sede dell’associazione Enough Room for Space.

L’incontro al Boijmans Museum era una piccola presentazione di doual’art destinata a curatori e responsabili di organizzazioni olandesi. La riunione nella sede di Enough Room for Space era invece destinata ad artisti, architetti e operatori culturali che stavano programmando un progetto in Camerun per il 2007 ed era focalizzata sulla città di Douala. I due giorni si sono conclusi con una cena Bik Van der Pol.

Non credo che due piccole riunioni possano realmente rispondere a delle domande. Ma trovavamo interessante l’idea di concentrarsi sui preparativi. Preparativi di viaggio, di ricerca, di relazioni. Forse il risultato possono essere delle FAQ.

Lucia Babina e Kamiel Verschuren sono stati di un’efficienza e di un’efficacia sorprendente. Era la prima volta che lavoravamo di persona insieme. Ho dormito a casa di Kamiel e prima ancora di arrivare a destinazione mi ha detto “Per domani mattina, per la nostra riunione interna con doual’art, bisogna fare la spesa. Ci serve tutto il necessario: acqua, succo di frutta, pane, marmellata, biscotti, brioche, ma soprattutto i giornali. Bisogna che ognuno abbia il suo giornale, nella sua lingua. Prima di cominciare bisogna avere una ventina di minuti di piacere personale”.

E’ strano come il piacere personale sia la più profonda ragione del successo di una serie di incontri. Ha proprio ragione Francesca Recchia con la sua idea di Space + Love. Non è semplicemente una questione di amicizia, ma di affettività: per se stessi, per gli altri, per il progetto e la direzione nella quale si sta andando. E’ il grasso che rende morbidi gli ingranaggi, costruisce stima e forse fa scivolare via le tensioni e gli screzi che inevitabilmente – soprattutto adesso che siamo tutti completamente assorbiti da una quantità immonda di preoccupazioni – sembrano presentarsi continuamente. E serve vedersi, stare insieme, sbriciolare sul computer il pranzo mentre si chiacchiera del più e del meno. Alla fine è forse questo che crea una sintonia, insieme alla decisione – spesso irrazionale, faticosa e visionaria – di muoversi.