Intervista a Edgar Pieterse

Inserito da iopensa il Gio, 2006-10-05 10:55

Appunti presi durante l’intervista, Cape Town, 5 ottobre 2006

Edgar Pieterse ha un croissant in una mano e un cappuccino nell’altra. Lo incontro alle otto del mattino da Lola’s, il bar più frequentato del centro di Cape Town. Quindici persone mi hanno consigliato di intervistarlo, in una città in cui è raro trovarne due che siano d’accordo su qualcosa. Economista specializzato in politiche urbane, è consulente strategico per l’amministrazione pubblica della provincia. Brillante, sorridente, mastica Città del Capo come la sua colazione.

“A sentir parlare gli intellettuali sembra che tutto vada male”, gli spiego sbriciolando. “Pochi progetti, poche infrastrutture rivoluzionarie, poco appoggio dal governo. Ma c‘è qualcosa che non mi quadra. La città è in fibrillazione. Ospiterà la Coppa del Mondo di Calcio nel 2010, il mercato immobiliare è in piena espansione e c‘è la caccia agli architetti (super-pagati e pieni di lavoro). Le palazzine del centro vengono ristrutturate per alzarsi con nuovi piani. Gente di tutto il mondo si riversa per le strade e chi può acquista pure appartamenti”.

“Non c‘è mica solo questo” – annuncia risoluto – “c‘è lo stadio, il piano per la stazione e l’area intorno, la riqualificazione dell’Athlone Power Station e la costruzione dell’Africa Centre. La città sta cambiando faccia, ma discretamente, per sollevare meno polvere possibile. Si temono le contestazioni, anche se io non sono d’accordo: serve il dibattito e, perché no, servono anche le contestazioni”.

Egdar Pieterse sta parlando dei nuovi simboli di Cape Town. Il nuovo stadio e la rinnovazione della stazione centrale sono le grandi opere che trasformeranno interamente il centro in vista della Coppa del Mondo. L’Athone Power Station oggi è una ex-zona industriale verso l’aeroporto con torri e ciminiere mastodontiche; domani sarà un museo, un centro commerciale e un nuovo quartiere. L’Africa Centre – infine – è in assoluto il progetto più visionario della provincia. Voluto da una società privata, sarà creato all’interno dello Spier Estate, una proprietà a 20 minuti da Kaapstad. Attualmente è una specie di ClubMed per gente ricca e bianca; con la realizzazione dell’Africa Centre diventerà una città d’arte interdisciplinare, in rete con istituzioni del continente, destinato al pubblico locale e internazionale e animato da uno spazio espositivo e nuovi appartamenti, destinati a famiglie di tutti i tipi, ad artisti e intellettuali in residenza e a ospiti di un nuovo hotel, tutti allegramente mescolati insieme. “Se funziona” – aggiunge Edgar Pieterse – “sarà il progetto post-apartheid più rivoluzionario che sia mai stato realizzato in Sudafrica. La cultura può veramente portare il cambiamento, aprire nuove direzioni e coordinare lo sviluppo di Cape Town”. Direi che ne sa qualcosa, visto che era tra le menti che l’hanno teorizzato.

Progetti in corso


Stiamo lavorando per coordinare lo sviluppo di Cape Town
Immaginario culturale slegato dalla natura contemporanea.
La cultura può portare cambiamenti.

Il Convention Centre rappresenta il più grande progetto architettonico realizzato a Cape Town negli ultimi anni. Sarebbe potuto essere qualcosa di più.
C‘è il progetto di museo della Athlone Power Station. Ma non ne hanno parlato con gli artisti.

Dignified Programme
Public Space Programme
80 interventi, piccolo. In spazi pubblici che attraversano la città.

Il mantenimento dei luoghi è il vero problema. Riflettere sulla storia locale.
Spazi pubblici vengono creati con un design sempre simile.

District Six è certamente iconico. Importante, ma piccolo spazio e profondamente simbolico. Nostalgia. Legato alla gente del posto.

Opinione pubblica


Credo che il dibattito sia appena cominciato.
Documento Cape Town 2003 non pubblico, sviluppo possibilità per nuove direzioni. Dibattito pubblico ogni due mesi (novembre 2006)
Spazi pubblici possono ancorare la città e allargare prospettive di sviluppo. Servono delle icone, per fare emergere la città.

Il limite è che non c‘è un grande impegno sulla costruzione dell’opinione pubblica. Non abbiamo dibattito pubblico. Serve un buon livello di public opinion e di contestazioni.
Documento Cape Town 2030. E’ un documento non ancora pubblico.

Creative Cape Town


Creative Cape Town è un programma sul lungo periodo, attraverso interventi sul breve periodo.

World Cup


Programma vago
Grand Parade – l’area intorno alla stazione.
Progetto per rifare la stazione Arch. Mokena Makeka – come legare la stazione con il Green Point Stadium
Nessuno sa cosa succederà per la coppa del mondo. I progetti non sono pubblici. Legislazione su ambiente e patrimonio. Per riuscire a fare fanno tutto nel modo più silenzioso.

Africa Centre


Può avere un impatto potentissimo.
Ci sono un bel po’ di progetti pubblici ma senza dibattito.
Grandi potenzialità
Cinque progetti ora in lizza.
Profonde trasformazioni potenziali
Ma avviene all’interno non pubblicamente
Contingenti, non fissati. Un disegno di urbanismo molto europeo.

Sistema


Difficoltà relazioni con i politici. Interazioni con le township. Problema di lavorare con il sistema.