Intervista a Gavin Jantjes

Inserito da iopensa il Mer, 2006-09-27 12:38
Intervista a Gavin Jantjes

Appunti presi durante l’intervista, Cape Town, 27 settembre 2006

CAPE e l’Africa


Le grandi mostre sull’Africa hanno creato confusione sull’idea di Africa. Una mostra non può coprire un continente. Ci sono molti artisti sudafricani che hanno ricevuto una “validazione” a livello internazionale, ma il dibattito sull’arte africana si svolge con pochi contatti con il continente. Transcape vuole facilitare la costruzione di infrastrutture in Sudafrica legate alla memoria e al continente. Qualcuno deve prendere la leadership e non solo lamentarsi. Bisogna riuscire a proporre qualcosa di nuovo. La riconoscenza dell’arte passa attraverso un esercizio costoso, non facile, né economico. Il discorso sull’arte sta cambiando e ci sono già idee nell’aria. Ma serve una forza politica, delle esposizioni che possano offrire dei progressi in questo settore.

CAPE e Cape Town


Servono prodotti diversi per pubblici diversi. Costruire un pubblico e dare degli strumenti per sentirsi a proprio agio. Al momento la gente si sente persa, bisogna invitarli ad entrare negli edifici. Il pubblico è legato a vecchie infrastrutture. Alfabetizzazione visiva. Quello che mi
Si capisce come era l’apartheid girando. Cape Town è una bellissima città e CAPE è un’occasione per vederla, per incontrare la gene. La mostra si intitola “Tran” per puntare l’attenzione sul processo, sul cambiamento, sulla traduzione e sulle trasformazioni.
Il catalogo vuole essere uno strumento il più possibile visivo. Mentre “The Reader” si concentra sulle infrastrutture.

Fotografia di Shelley Christians