Articolo. Ambientarsi nell’arte

Inserito da iopensa il Dom, 2001-10-21 12:00

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Versione originale di Ambientarsi nell’arte in “Centro Valle – Giornale di Sondrio”, n. 42, 21/10/2001, p. 29.

L’ambiente visto dagli artisti viaggia per posta, si conserva su video e fotografie, viene raccontato in un testo teatrale. Martina Corgnati ha coordinato una settimana di discussioni e tre mostre (aperte fino al 10 di novembre) per arricchire il Festival di Sondrio con la rassegna di arte contemporanea “Ambiente: le aree non protette”.
A Palazzo Sertoli le pareti della Galleria del Credito Valtellinese sono ricoperte di messaggi postali: ci sono lamentele, incoraggiamenti e critiche in tutti i formati. Sono le risposte di quasi quattrocento artisti invitati ad esprimere la loro opinione sull’ambiente attraverso un’opera di Mail Art, ovvero arte postale. Le regole del gioco lasciano spazio ad ogni sorta di espressione ed è quindi divertente, e assolutamente lecito, scovare tra le cartacce quello che più ci piace. In mostra a Palazzo Pretorio sono invece le fotografie di Zoe Leonard con alberi attorcigliati a ringhiere e deformati da reti metalliche: il tronco acquisisce l’unica forma possibile, l’unica concessa tra cemento e case. Sono piante che abitano in città e che si sono dovute abituare al loro minuscolo monolocale. Di fianco agli alberi sono esposte le fotografie di animali uccisi: vivevano in Alaska e anche loro si erano dovuti abituare, non ai piccoli spazi ma ai predatori. Sempre a Palazzo Pretorio ha sede anche l’ultima esposizione, quella che ci permette di osservare i disegni realizzati da alcuni scimpanzé.
Durante la settimana hanno avuto luogo gli incontri con gli artisti, i critici e i rappresentanti di associazioni: senza dubbio il momento più interessante della rassegna, per la ricchezza degli ospiti e per l’originalità del programma. Tra i tanti interventi anche Enrico Mascelloni (che ha letto parte di un suo testo teatrale vivace e cinico, ambientato in Afganistan e legato alla distruzione delle grandi statue dei Buddha), Moataz Nasr (membro della giuria del Festival e artista egiziano vincitore quest’anno della Biennale del Cairo), Sarenco, Rainer Görss e Maddalena Bellorini.
La rassegna ha quindi dato spazio a linguaggi diversi e a vari punti di vista (compreso quello degli scimpanzé), creando una specie di inventario di rapporti con l’ambiente. Se così da un lato si può apprezzare la quantità degli interventi e delle mostre, dall’altro si ha l’impressione che la selezione di poche opere e una sala idonea alla proiezione dei video avrebbero valorizzato il lavoro degli artisti.