Thomas Peutz & Una Henry, SMART Project Space, Amsterdam, 16/05/2005 (appunti)

Inserito da iopensa il Mer, 2005-03-16 15:41

Thomas Peutz & Una Henry, SMART Project Space, Amsterdam, 16/05/2005

Nasce nel 1994 in un periodo in cui chiudevano i musei. Era un periodo con problemi generazionali: si faceva arte sociale, concettuale, digitale e gli artisti erano interessati ad uscire dai musei.

Volevano qualcosa di più sperimentale.
Non abbastanza esporre e necessario assitere nella post-produzione. Nascono così per aiutare gli artisti a realizzare i loro progetti.
Gli artisti si spostano per le diverse mostre ma hanno bisogno di supporto nella realizzazione e nella produzione dei loro progetti.

Attività


Programma compresso e ricco. La parte principale è la produzione.

Produzione


SMART dà agli artisti quello che gli serve: – studio programme – cercano soldi per loro – supporto tecnico

Essenzialmente progetti temporanei ed effimeri.
Solo un progetto permanente per l’areoporto (l’areoporto ha un buon programma di interventi artistici).

- ADAM – Amsterdam
Cercano di concentrare l’attenzione con una serie di opere all’interno della città.
Forse evento annuale.
Commissionate opere nello spazio pubblico agli artisti. Progetto per Amsterdam in diverse sedi.

Tra gli artisti
Rossella Biscotti
Kendell Geers
Yael Davids
Yael Bartana

Progetti internazionali


Il discorso artistico è internazionale e le frontiere geografiche non hanno più senso. Esiste una lingua che è internazionale.

Ora anche artisti stranieri che vivono in Olanda possono essere finanziati dalla Mondiraan Foundation. La Biennale di Venezia era una dichiarazione. • Progetto con il Marocco
Progetto che stanno facendo adesso con il Museo di Marrakech. Un lavoro che vuole fare un artista: filmare il re. • Progetto con la Turchia

Contesto


il 90-95% degli artisti ospiti sono artisti internazionali. Lavoriamo con artisti olandesi, ma non rappresentiamo gli artisti olandesi. In realtà in Olanda non ci sono poi tanti artisti.
Nelle scuole d’arte di Amsterdam circa il 40% degli studenti sono stranieri. Molti decidono di restare: si parla inglese, c‘è un grosso areoporto, c‘è una comunità internazionale vivace. E’ un buon posto per gli artisti internazionali, anche se ora è più costosa e ci sono meno Squat. Stanno creando nuova terra e questo è costoso.

Gli artisti hanno bisogno di una casa e di uno studio. La città di Amsterdam sta costruendo nuovi edifici da usare come studi a costo basso per artisti.
Amsterdam è interessata a ospitare artisti. crede nel mito della creatività, una creatività che forse non c‘è in Oriente e che forse ci può permettere di essere competitivi con l’Asia. La ricerca e lo sviluppo non sembra funzionare, forse va meglio con l’arte.
Si sono accordi che l’economia va bene se c‘è un buon design.

La dimensione internazionale è poi una caratteristica storica della città di Amsterdam, che come grande porto ha sempre accolto persone da tutto il mondo.

E’ interessante lavorare in una città internazionale con molti artisti. C‘è più dialogo e l’arte può acquisire diverse forme.

Relazioni


Lavorano con artisti, istituzioni e spazi diversi. • Co-produzioni con case di produzione musicale (per progetti legati al suono) • Scuole d’arte • De Appel (spesso esposizioni di artisti che sono in residenza da loro) • Compagnie (software, grandi stampe)

Finanziamenti

• Municipalità (fondi strutturali) • Mondriaan Foundation • Chiedono per singoli progetti • Finanziamenti in base alla nazionalità degli artisti • Sponsor per conoscenze e materiali • Investing funds per collezionisti (coinvolti nel progetto e finanziare produzione • Se l’opera viene venduta, torna allo Smart il finaziamento che hanno messo loro per produrla