(nato nel 1970. Vive a Vicenza)

Con una tecnica lentissima Giovanni Turria ferma degli attimi, incastrando sguardi. Le figure che ritrae sono assorte, distaccate, guardano lontano e aspettano. Ogni segno che ha inciso la matrice sembra raccontare un pensiero: pensieri densi come i tratti vicinissimi della puntasecca e pensieri tormentati come le ferite diffuse prodotte dalla maniera nera.

L'incisione è infatti risultato e processo: c'è l'immagine che noi osserviamo sul foglio e c'è l'immagine che ha prodotto l'immagine sul foglio, ovvero la matrice incisa, inchiostrata e pressata contro la carta. Turria segue tutto il cammino delle sue opere.

Sono previste per l'esposizione cinque incisioni
E' preferibile osservare le opere da vicino: sarebbe quindi meglio appendere le incisioni in una stanza non troppo vasta e con un'illuminazione che focalizzi l'attenzione.
Lo sfondo nero può inoltre valorizzare le opere.