(nato nel 1970 a Tangeri. Vive a Parigi)

Camminando per la strada con una telecamera Mounir Fatmi ferma dei passanti, domandando “chi sono gli altri?”. La gente si sposta, risponde che non ha tempo, se ne va. Ma qualcuno guarda nella telecamera e ci pensa, si confonde, racconta e definisce. “Gli altri sono gli altri” è una delle risposte ed è anche il titolo del video di 11 minuti, dove le parole chiave si fermano sul monitor e diventano slogan pubblicitari.
Quella di andare in giro a fare domande è la fissa di Fatmi che si può sorprendere a chiedere: “voi un budge?”. I budge sono i tesserini di riconoscimento che ci si appunta al petto, con scritto nome e carica, ma Fatmi ha la sua personale collezione e i suoi metodi. Ti domanda “voi un budge?”, ma poi ti spiega il suo sistema di scambio.

Tu gli lasci il tuo tesserino e lui ti dà, a scelta:

Le reazioni sono tra le più varie. In Senegal alcuni hanno lasciato anche l’indirizzo sul tesserino, che non si sa mai, magari si trova un corrispondente. Altri, fermati da un marocchino (Fatmi è nato e cresciuta a Tangeri), sono fuggiti temendo di dover compare anche dei tappeti. Una ragazza ha voluto due budge, perché con la doppia nazionalità non si sentiva comoda con un solo tesserino. Un signore con un grande turbante ha baciato con la mano il nome di Allah.
Di questi momenti restano le fotografie: busti di donne e uomini, giovani e vecchi, sorridenti, irrigiditi, frontali, inquadrati dalla testa o dalle spalle in giù. Ma di questi momenti restano anche i nomi propri, quella sintesi così leggera di noi stessi. Un tesserino si infila in valigia, non subisce controlli doganali, non deve mangiare e lavorare e imparare una nuova lingua per integrarsi: Fatmi ci porta in giro, ci scambia, ci fa conoscere nuovi posti e persone, senza fastidi.

Sono previste per l'esposizione cinque fotografie 70 x 100 cm di persone ritratte con il budge e il video Les autres c'est les autres (di 11 minuti, registrato più volte sulla videocassetta). Le fotografie devono essere incorniciate e fissate al muro con viti, seguendo il progetto dell'artista. Il video può essere mostrato con un televisore appoggiato su un piedistallo.